Archivio: Wireless

WiMax: Nokia ferma la produzione dell’N810 WiMax Edition

Nokia ha deciso di fermare la produzione dell’unico telefonino che prevedeva l’integrazione della tecnologia di accesso mobile a internet WiMax.

 

“Lo sviluppo del modello N810 WiMax Edition ha raggiunto la fine del suo ciclo di vita”, ha detto un portavoce della società finlandese, il cui rapporto col WiMax è stato attraversato nel corso degli anni da una serie di conferme e ripensamenti. Una dimostrazione delle potenzialità del telefonino era stata effettuata ad aprile a Roma.

 

Il gruppo è stato fra i membri fondatori del WiMax Forum, ma aveva a un certo punto deciso di abbandonarlo, quando sembrava che il WiMax fosse solo un rimpiazzo sulle lunghe distanze per le tecnologie Internet a banda larga via cavo e destinato dunque ad aree marginali del mercato. Nokia è rientrata nel Forum nel 2005, quando si cominciava appena a parlare della versione mobile 802.16e e ha anche siglato una serie di accordi al fine di accelerare lo sviluppo di chip adeguati sia ai dispositivi mobili che ai laptop, oltre che di elaborare le adeguate strategie per implementare infrastrutture di rete che forniscano una copertura adeguata e affidabile.

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Usa: Internet wireless gratis per tutti. La Fcc "spera" in Obama

arrowPotrebbe diventare una realtà, anche non troppo in là nel tempo, ma molto dipende dall'organismo che negli Stati Uniti regola le telecomunicazioni, e cioè la Federal Communications Commission. Anche se l'ultima parola spetterà di fatto a colui che è ormai prossimo a prendere in mano le redini di una nazione , e cioè Barack Obama. L'american dream di cui stiamo parlando è l'accesso gratuito alla Rete tramite tecnologia wireless per tutti i cittadini a stelle e strisce, il tutto sfruttando "hot spot" Wi-fi pubblici, che non richiederebbero alcun abbonamento a Internet provider o carrier. Tutto è legato a un'asta che metterebbe in palio una porzione dello spettro radio pubblico, tramite cui poter servire la connettività agli utenti dotati di apparecchi compatibili con lo standard di trasmissione wireless. Dalla teoria alla pratica, però, il passo non è come facile immaginare immediato e soprattutto scontato, sebbene il progetto nasca per poter offrire un canale privilegiato di collegamento (chiuso però a contenuti proibiti e a siti illegali) a chi, finora, è rimasto ai margini della diffusione dei servizi a banda larga. Il "free" Internet è però un fenomeno che ha fatto il suo tempo, il modello di business legato alla connettività gratuita al Web non sarebbe inoltre sostenibile da molte compagnie: i problemi per realizzare quanto la Fcc ha prospettato sulla carta non sono dunque di poco conto (e non sono neppure nuovi) e di facile risoluzione. Ed è, come sempre, anche una questione di interessi economici. T-Mobile, la divisione di Deutsche Telekom che negli Usa è fra i primi operatori di telefonia cellulare, ha pagato nel 2006 circa 4,2 miliardi di dollari per avere la sua porzione di spettro wireless da cui distribuire i servizi per telefonini e una rete Wi-Fi che offra Internet gratuitamente andrebbe a generare molte interferenze. Dalla Fcc sono ovviamente di parere opposto e probabilmente tale convinzione si ferma alla sola sfera tecnica/operativa della questione. Stando a quanto riportano alcuni siti americani la faccenda è di fatto una faccenda politica e legata di fatto al voto che la Commissione preposta (composta da due esponenti repubblicani ed altrettanti democratici) andrà ad esprimere. Per il momento regna l'incertezza e c'è chi rimanda all'investitura a Presidente degli Stati Uniti di Barack Obama la soluzione della questione. Il neo capo della Casa Bianca ha già nominato un tema di esperti per riformare in toto la Fcc e l'attuale Presidente in carica Kevin Martin, colui che ha sponsorizzato in prima persona il progetto dell'Internet wireless per tutti gli americani, ha quindi i giorni contati. E un'ultima riunione con la Commissione per poter dare il là al suo sogno.

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La FCC dà l'ok: le frequenze libere vanno a Internet

fccStorica decisione della commissione statunitense sulle telecomunicazioni per l'utilizzo delle frequenze libere dello spettro elettromagnetico come vettore privilegiato di connettività broadband. Laddove non arrivano il telefono o i network delle TV via cavo arriverà il wireless tra i 150 e 700 MHz: dopo le anticipazioni del mese scorso di Kevin Martin, finalmente il garante USA delle TLC, la Federal Communications Commission statunitense, ha ufficializzato la decisione di "regalare" quelle frequenze, note come "white space", a chiunque voglia utilizzarle per offrire nuovi servizi di connettività in broadband, utili soprattutto a raggiungere quelle zone della confederazione nordamericana dove le fornitrici di ADSL e i grandi network non possono o non vogliono accedere come operatori. "I white space sono le pagine bianche su cui scriveremo il futuro della nostra broadband" ha commentato alla fine del voto in commissione il democrat Jonathan Adelstein, riferendosi alle nuove frequenze come a un "terzo canale" attraverso cui passeranno i nuovi competitor degli attuali fornitori di connettività via doppino e via cavo.

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NGN e digital divide: sale a 1 mld l’intervento pubblico, ma per Calabrò (Agcom), servono anche ‘nuove regole e nuovi poteri’

ngn.thumbnail.jpegSarà pari a 1 miliardo di euro la partecipazione pubblica alla realizzazione della rete NGN in Italia. Un investimento equivalente all'incirca al 10% della spesa complessiva necessaria per realizzare l'infrastruttura, inserito in un progetto Paese che punterà anche a stimolare la domanda, che risulta essere ancora molto debole. Lo ha annunciato il sottosegretario allo sviluppo economico Paolo Romani che ha partecipato a Venezia al CEO Summit 'Beyond Broadband', che ha riunito diversi esponenti dell'industria e delle istituzioni per discutere le prospettive di crescita dell’industria e le possibili soluzioni condivise che possano assicurare che solidi investimenti siano realizzati, mantenendo un quadro competitivo stabile. Agli 800 milioni di euro già stanziati dal governo nell’ultima finanziaria, se ne aggiungeranno altri 200, “per portare la banda larga e larghissima in tutta Italia e tornare a essere il crocevia dello sviluppo tecnologico in questo settore, ha spiegato Romani. Le procedure e le modalità di intervento, però, non sono ancora stabilite: si aspettano infatti i risultati della ricognizione preliminare affidata a Francesco Caio, che nei prossimi tre mesi effettuerà un'analisi sul ruolo che pubblico e privato dovranno giocare nel piano di sviluppo della nuova rete, anche al fine di individuare quelle zone del Paese che andranno coperte con la fibra ottica e quelle invece in cui sarà il wireless a svolgere un ruolo da protagonista, una questione che va risolta per meglio indirizzare gli investimenti.

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