Archivio: Web 2.0
Arriva Google Tv: "Il Web in salotto"
La svolta di Mountain View: «Sul piccolo schermo video e social network»
Google lancia la sua tv e punta ad entrare nei salotti per stravolgere i palinsesti e le abitudini dei telespettatori. Il progetto, in cantiere da tempo, viene svelato ufficialmente alla conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, tra frecciate ai rivali di Apple e la presentazione del nuovo sistema per gli smartphone Android, che apre al formato Flash, assente sull’iPhone.
«Vogliamo essere ovunque ci sia Internet», dicono dal quartier generale di San Francisco, alzando il velo sul nuovo gioiello che permette di navigare online e surfare tra i canali contemporaneamente. Google Tv, marchiata Sony, porterà il Web sui televisori sfruttando il sistema operativo Android e basandosi sui processori Atom di Intel. I telecomandi, le tastiere wireless e gli altoparlanti saranno forniti dalla Logitech. «L’idea è di cambiare l’esperienza della tv così come gli smartphone hanno cambiato i cellulari», dice Rishi Chandra, capo degli ingegneri di Google che hanno realizzato un box da abbinare al televisore in un primo tempo e, in futuro, da inserire direttamente dentro l’apparecchio. «Oggi si fa un passo avanti epocale nell’evoluzione della Tv verso la Smart Tv. Le Tv stanno diventando dei dispositivi sempre più avanzati grazie ai microprocessore e a Internet. Il futuro è la fusione della tradizionale programmazione televisiva con la massa infinita di contenuti di Internet per consentire a chiunque di decidere ciò che vuole vedere, quando vuole», dice il numero uno di Intel Paul Otellini.
Musicians Wanted: anche gli artisti indie possono guadagnare con YouTube
Il sito americano lancia un nuovo canale, aprendo il suo Partner Program ai musicisti privi di contratto discografico. Solo se americani, per ora.
Anche i musicisti indipendenti potranno iniziare a guadagnare qualche soldino grazie a YouTube. Approfittando della vetrina del festival SXSW 2010 a Austin, il sito ha annunciato la nascita di Musicians Wanted, un’appendice dello YouTube Partner Program riservata agli artisti indie.
I musicisti potranno contattare YouTube, iscriversi all’iniziativa e proporre i loro video. YouTube valuterà i contenuti e quindi deciderà se ammettere o no gli artisti al programma. Se la risposta sarà positiva, i video saranno accompagnati da annunci pubblicitari e parte dei relativi guadagni finiranno direttamente nelle tasche dei titolari dei video.
Più o meno, lo schema è simile a quanto già avviene con il Partner Program classico. Solo che in quel caso YouTube offre un via preferenziale a network tv, grandi corporation, major discografiche e artisti già consolidati. Musicians Wanted rappresenta una sorta di democratizzazione delle opportunità di guadagno, che vengono aperte ora anche a quegli artisti che viaggiano da soli, senza santi in Paradiso, a Wall Street o ai piani alti delle label.
Expert System applica la ricerca semantica a Twitter
L’azienda italiana lancia un’applicazione che permette di trovare in tempo reale i contenuti correlati agli argomenti di interesse tra milioni di messaggini
È in arrivo da Expert System, azienda leader nello sviluppo di software semantici per la comprensione e l'analisi delle informazioni, un’applicazione per la ricerca semantica e la categorizzazione automatica dei contenuti di Twitter. La ricaduta di questo software semantico sarà soprattutto per le aziende di marketing, interessate ai dati degli utenti.
RICERCHE IN TEMPO REALE – In sostanza si potranno effettuare ricerche in tempo reale fra milioni e milioni di tweet (i messaggini istantanei inviati dagli utenti con Twitter). Automaticamente, grazie a delle specifiche etichette (o hash-tag), si potrà visualizzare un grafico che fotografa tutti i temi trattati, chi dice cosa e per ogni argomento quali sono gli aspetti più caldi e dibattuti. Per esempio, come dimostra il video dimostrativo dell’applicazione, in Germania i tweet parlano soprattutto di politica, mentre i tweet italiani sono incentrati sul turismo, il cibo, lo sport e la questione della legalità.
IL SOFTWARE COGITO – È tutto merito di una piattaforma tecnologica chiamata COGITO, talmente intelligente da capire il significato dei testi. Il software infatti è in grado sia di riconoscere i sinonimi, accorpando per esempio il termine panino con il termine tramezzino, sia di distinguere parole identiche ma utilizzate con un’accezione completamente differente nelle conversazioni.
Flattr, ecco il denaro sociale del web
Un sistema di micro pagamenti che permette una piccola ricompensa a qualsiasi produttore di contenuti in rete, dal video, all'articolo per finire con il piccolo post
MILANO – «Benvenuti nella versione beta di Flattr. Vogliamo rivoluzionare il modo in cui su Internet si può fruire dei contenuti e il modo in cui si possono fornire contributi»: questa è l’accoglienza che si trova sul sito della versione beta di un progetto di micro pagamenti architettato da Peter Sunde, già famoso per aver creato Pirate Bay. Ora che ha più tempo, Sunde si è gettato a capofitto in questa idea innovativa a cui lavora già dal 2007 e il sovvertimento promesso potrebbe essere veramente notevole. Insomma, già che Internet gratuito viene messo continuamente in discussione, almeno che si trovi un modello di business basato su un sistema flessibile e altamente democratico.
IL NUOVO SISTEMA – In sostanza Flattr funzionerebbe così: un utente si iscrive al sito e dichiara un pagamento anticipato di un certo budget, che può anche essere minimo, per poter fruire di una serie di contributi che vanno dagli ebook, ai video, a brani musicali e servizi vari. A questo punto, a fine mese, il denaro «sociale» viene spalmato sull’utenza secondo i criteri decisi dagli utenti stessi. Sarà la comunità ad autoregolarsi e a stabilire chi merita che cosa. Peter Sunde prevede anche una tassazione per coprire i costi del sistema, attualmente del valore del 10 per cento. Ma è chiaro che se Flattr dovesse decollare e raccogliere un numero di iscritti significativo, la tassa sarebbe inferiore.