Archivio: Ricerca e Sviluppo
Telecomunicazioni, ecco come funziona l'ecosistema
Franco Bernabè a colloquio con Luca De Biase «Le compagnie di telecomunicazioni devono essere completamente ripensate in termini di strategia e struttura organizzativa». Le parole sono importanti. E l'amministratore delegato di Telecom Italia sa di doverle pesare molto bene: si ascoltano per comprenderne le conseguenze, si interpretano per scommettere sulla prospettiva che promettono, si valutano per prepararsi al momento della verifica. Quindi, dicendo che «le telco vanno completamente ripensate», Franco Bernabè annuncia una svolta profonda. Ispirata da una consapevolezza: «Sì, siamo in un ecosistema. È scontato che la nostra crescita dipenda dalla domanda. Ma è altrettanto vero che lo sviluppo e l'innovatività delle persone e delle aziende dalle quali emerge la domanda dipendono a loro volta, anche, dalla nostra efficienza». Tutto si tiene. E le responsabilità della Telecom nell'ecosistema dell'innovazione italiano sono enormi. Le conseguenze delle scelte di chi guida la Telecom Italia sono economiche e sociali, tecnologiche e culturali: possono frenare o accelerare la modernizzazione. Bernabè – lo diceva conversando con alcuni blogger riuniti a Rovereto qualche settimana fa – sa che la motivazione più grande, per il suo lavoro e per quello dei suoi collaboratori, è nell'assumersi fino in fondo quelle responsabilità. Cambiando radicalmente passo. «Basta yes man», dice. «Attraversiamo una rivoluzione», osserva. «Non possiamo più limitarci a coltivare il nostro giardino, ma dobbiamo abilitare i migliori giardinieri perché sviluppino le loro aiuole». E poi, en passant, pensando a una delle mille polemiche che girano nel settore, quella sulla net neutrality: «Non faremo i poliziotti della rete».
Simpatico questo toner. Scompare
Era stata preannunciata da molto, ora non è più un concept, è arrivata ufficialmente la carta con stampa a scomparsa. Xerox la sta presentando alla Wired NEXT Fest in programma presso il Millennium Park di Chicago.
L'esigenza nasce dalle analisi che l'azienda ha svolto circa l'impiego della maggior parte dello stampato dei clienti. Ne è emerso che, nonostante i dispositivi di archiviazione elettronica stiano prendendo il posto degli archivi cartacei ad ogni livello amministrativo, la carta rimane ancor oggi il mezzo più comodo ed efficace per stampare copie "transienti". Xerox ha riscontrato che il 40 per cento dei documenti stampati vengono usati per meno di 24 ore, superate le quali conservano valore talmente di rado da essere quasi sempre distrutte.
Il meccanismo di Xerox non comporta l'impiego di un vero e proprio toner: la carta cancellabile di Xerox è rivestita con uno speciale (e segreto) cocktail di composti chimici in grado di reagire a specifiche lunghezze d'onda luminose.
L'Economist boccia l'IT italiano
Ancora cattive notizie sul fronte internazionale. L'Italia esce malissimo da una classifica stilata dalla Eiu, l'Intelligence Unit dell'Economist. Competitività in calo, pochi investimenti nella ricerca e nello sviluppo, grande diffusione - a tutti i livelli - della pirateria informatica e carenza di personale qualificato.
Sono i mali del nostro paese che rendono assai poco confortante la radiografia dell'information technology italiana. Nella classifica mondiale di competitività IT per l'anno in corso colloca l'Italia solo al 25° posto, segnando, a vantaggio di Spagna e Estonia, un calo di due posizioni rispetto al 2007.
L'Italia è l'unica delle grandi economie a non rientrare nelle prime 20 posizioni.
E che un settore IT in buona salute contribuisce direttamente per oltre il 5% al PIL dei Paesi più sviluppati, oltre a influenzare positivamente tutta l'economia, aiutando aziende e lavoratori a essere più efficienti e produttivi. A guidare la classifica sono gli Stati Uniti, mentre il nostro Paese risulta essere nelle ultime postii anche in Europa: peggio di noi, tra i paesi europei presi in esame dalla ricerca, solo il Portogallo (al ventisettesimo posto), e la Grecia (trentatreesima). Per realizzare la classifica è stato creato un indice di competitività. L'Economist ha lavorato per conto della Business Software Alliance, l'organizzazione che raggruppa le maggiori aziende dell'Information Technology, tra cui Apple, Microsoft e Adobe, e che si occupa di promozione della cultura informatica e, soprattutto, della lotta alla pirateria. L'indice prende in considerazione 6 fattori: cultura dell'innovazione, infrastrutture tecnologiche, disponibilità di personale qualificato, quadro normativo sulla proprietà intellettuale, competitività del sistema paese e leadership governativa. Per l'Italia il valore dell'indice è di 45,6 su 100. Ben lontano dal 74,6 degli Stati Uniti e inferiore anche alla media Ue (48,4). L'Italia non figura fra le venti nazioni più avanzate in nessuna delle sei aree.
EIT: l’Europarlamento approva il regolamento, 2,4 mld di euro per favorire crescita e competitività
L’Europarlamento ha approvato il regolamento che istituisce l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (European Institute of Innovation and Technology - EIT). Il suo obiettivo è di contribuire alla crescita economica e alla competitività sostenibili in Europa rafforzando la capacità d'innovazione.
A tal fine, agevolerà le reti e la cooperazione e creerà sinergie tra le comunità dell'innovazione in Europa. Dando priorità al trasferimento delle sue attività a vantaggio delle imprese, incluse le PMI, e della loro applicazione commerciale.
Come informa una nota della Ue, adottando la relazione di Reino Paasilinna (PSE, FI), il Parlamento approva la posizione comune del Consiglio sul regolamento che istituisce l’EIT che mira a diventare “…un organismo di portata mondiale per l'eccellenza nei settori dell'istruzione superiore, della ricerca e dell'innovazione.
La posizione comune infatti, a seguito di negoziati tra il relatore e il Consiglio, riprende in larga misura la posizione del Parlamento europeo approvata in prima lettura (26 settembre 2006). Il regolamento potrà entrare in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. La richiesta dei Verdi di respingere in toto la proposta di regolamento è stata bocciata dall'Aula con 129 voti favorevoli, 496 contrari e 15 astensioni.
L'obiettivo dell'EIT è di contribuire alla crescita economica e alla competitività sostenibili in Europa “...rafforzando la capacità d'innovazione degli Stati membri e della Comunità. L'EIT persegue tale obiettivo “…promuovendo e integrando l'istruzione superiore, la ricerca e l'innovazione ai massimi livelli (il triangolo della conoscenza). In tale contesto, dovrebbe facilitare e rafforzare le reti e la cooperazione e creare sinergie tra le comunità dell'innovazione in Europa. L'EIT dovrebbe dare la priorità al trasferimento delle sue attività di istruzione superiore, ricerca ed innovazione “…a vantaggio delle imprese e della loro applicazione commerciale, nonché al sostegno agli avviamenti di imprese, alle scorporazioni e alle piccole e medie imprese (PMI).