Archivio: P2P

PIRATERIA: CONFINDUSTRIA CULTURA A MARONI, NON LA AIUTI

“Non si sentiva il bisogno di un intervento del Ministro degli Interni per incoraggiare i pirati a svolgere la loro attività che in un solo anno ha provocato alle industrie creative una perdita di 185.000 posti di lavoro”.

 

Lo dice Confindustria cultura Italia, commentando la le dichiarazioni di Maroni che qualche giorno fa aveva ammesso di scaricare gratis musica dalla rete. “Solo in Italia, che è all’avanguardia nell’illegalità, i posti di lavoro perduti sono stati 22.400″, fa notare l’associazione di cui fanno parte Afi, Agis, Aie, Anes, Anica , Apt, Fimi, Pmi e Univideo. Ma “ciò che ancor più preoccupa è che alla provocazione del Ministro Maroni è seguito un assordante silenzio”.

 

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Io, fuorilegge del rock

L’INCONTRO È l’anima di una band, ha sempre l’iPod in tasca e per la musica farebbe follie (la scarica via web: «Ma per provocazione...» giura). Ritratto musicale di Roberto Maroni.

«Il prossimo pezzo è di un cantante americano non molto conosciuto in Italia, si chiama Bruce Springsteen». Dicembre 1983: Roberto Maroni e la sua band salgono per la prima volta sul palco davanti a 30 amici in una palestra di Varese. «Presentavamo le canzoni, perché allora il Boss era un fenomeno di nicchia. Non dimenticherò mai quel debutto, mi è costato una settimana di insonnia. Ero timidissimo».


Sono memorie rock quelle del ministro dell’Interno. Che in scena, con i Distretto 51, si fa sentire appoggiando le dita su un organo Hammond, strumento leggendario, inseparabile compagno di un mito della musica contemporanea come Keith Emerson degli Emerson Lake & Palmer. «L’Hammond è formidabile» commenta Maroni «quando entra in una canzone è come una lama, una sciabolata che lascia il segno. Il nostro prossimo show è al teatro Politeama di Palermo, l’11 aprile. Niente biglietti gratis, nemmeno ai parlamentari, perché l’incasso verrà devoluto all’Unicef per aiutare i bambini di Haiti (prima dei Distretto 51 si esibisce The Brass Group All Stars, una band formata da musicisti jazz siciliani, con l’astro nascente della batteria Gianluca Pellerito, ndr)».

 

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Peer-to-peer assolto in Spagna

Sentenza storica: «Le reti di condivisione non violano alcun diritto»

 

Un tribunale di Barcellona ha assolto il primo sito di condivisione di file ad essere stato portato in tribunale per un presunto reato contro i diritti d’autore. Secondo il giudice inoltre «le reti P2P, in quanto mere reti di trasmissione di dati tra privati, non violano alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale».


Il principio di offrire link che rimandano ad altri contenuti - anche coperti da copyright, come succede nel Peer-to-peer - non è illegale perchè è il sistema su cui si basa la stessa Internet ed una moltitudine di pagine fanno ciò che si vuole impedire, compresi i motori di ricerca.

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Musica, una tigre nel motore del Web

«La musica ha fatto nascere i servizi a valore aggiunto sui telefonini e sempre la musica digitale sta ora spingendo l’utilizzo di Internet a banda larga su rete fissa». A sostenere che la musica sta dando una spinta decisiva alla chiusura del gap italiano sulla diffusione di Internet è Enzo Mazza, presidente della Fimi, l’associazione dell’industria italiana della musica, associata a Confindustria.

 

Lo afferma con in mano i dati sul mercato musicale italiano nel 2009.Sostiene che ci sono grandi cambiamenti in corso. Finora si è sempre detto che il mercato della musica liquida scaricata online, raccolta, organizzata e ascoltata in digitale fosse un mercato a misura di adolescenti e per questo utilizzasse in prima battuta la piattaforma della telefonia mobile: perché il pc è uno strumento per tutta la famiglia, mentre il telefonino è personale. Ma le cose stanno cambiando. Ora i ragazzi si stanno spostando di più verso le connessioni a banda larga fisse, la musica scaricata dal ‘mobile’ quasi non è cresciuta e lo stesso mercato delle suonerie per i cellulari si è quasi dimezzato in un anno.

 

Il telefonino è adesso soprattutto il punto di accesso in mobilità a nuovi social network. «E’ un mercato in grande movimento spiega Mazza Lo shock del crollo delle vendite di dischi non si è ancora del tutto esaurito ma stiamo reagendo. Nel 2014 la caduta finirà perché finalmente quello che sarà stato perso per la minore vendita di dischi, sarà stato recuperato dal resto. Anche se il resto non è solo la musica online ma anche il merchandising».

 

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