Archivio: Online Adv
Magliette & streaming (ancora sulla monetizzazione della musica ai tempi di Internet)
Lo streaming gratuito sostenuto dalla pubblicità? E' sostenibile, dice We7. Mentre Matador allega gli MP3 a una t-shirt.
Due pillole di presente e (forse) di futuro.
We7, il servizio musicale co-fondato da Peter Gabriel, ha annunciato di aver ottenuto un obiettivo finora mancato da molti concorrenti: coprire con le entrate derivanti dalla pubblicità sia i costi di gestione che quelli delle royalties per artisti ed etichette. Il servizio offre agli utenti la possibilità di ascoltare musica gratuitamente, in streaming, in cambio di alcuni brevi spot inseriti prima delle canzoni (o, in forma grafica, sul sito). We7 è riservato agli utenti britannici, per gli altri l'ascolto è limitato. Per maggiori informazioni, questo articolo sul Guardian.
Dall'altra parte dell'Atlantico, Matador Records sta intensificando la promozione del gruppo spagnolo Delorean. L'ultima iniziativa è una t-shirt, in vendita sul sito ufficiale dell'etichetta: costa 20 dollari e acquistandola si ottiene il diritto a scaricare la versione MP3 in alta qualità di Subiza, l'ultimo album della band.
Musicians Wanted: anche gli artisti indie possono guadagnare con YouTube
Il sito americano lancia un nuovo canale, aprendo il suo Partner Program ai musicisti privi di contratto discografico. Solo se americani, per ora.
Anche i musicisti indipendenti potranno iniziare a guadagnare qualche soldino grazie a YouTube. Approfittando della vetrina del festival SXSW 2010 a Austin, il sito ha annunciato la nascita di Musicians Wanted, un’appendice dello YouTube Partner Program riservata agli artisti indie.
I musicisti potranno contattare YouTube, iscriversi all’iniziativa e proporre i loro video. YouTube valuterà i contenuti e quindi deciderà se ammettere o no gli artisti al programma. Se la risposta sarà positiva, i video saranno accompagnati da annunci pubblicitari e parte dei relativi guadagni finiranno direttamente nelle tasche dei titolari dei video.
Più o meno, lo schema è simile a quanto già avviene con il Partner Program classico. Solo che in quel caso YouTube offre un via preferenziale a network tv, grandi corporation, major discografiche e artisti già consolidati. Musicians Wanted rappresenta una sorta di democratizzazione delle opportunità di guadagno, che vengono aperte ora anche a quegli artisti che viaggiano da soli, senza santi in Paradiso, a Wall Street o ai piani alti delle label.
FreeAllMusic, per chi suona l'advertising
Un nuovo servizio web in attesa di debutto prova a sfruttare il discusso modello di contenuti in cambio di pubblicità. Con tanto di approvazione delle major. Nel mentre Vevo parte col botto
La musica online finanziata dall'advertising sembrava essersi estinta con la resa di SpiralFrog, il portale che avrebbe dovuto fare concorrenza al P2P libero e gratuito ed è invece finito gambe all'aria per eccesso di debiti. E invece il binomio musica e advertising torna prepotentemente di attualità grazie a FreeAllMusic.com, portale in fase di lancio che offrirà agli utenti la possibilità di scaricare brani MP3 dopo la visione obbligatoria di una réclame. Due delle quattro Grandi Sorelle sono già della partita, le altre sono attese al varco.
Diversamente da altri servizi simili, FreeAllMusic avrà la particolarità di permettere il download dei brani desiderati piuttosto che limitarne la fruizione al browser web: ogni mese gli utenti avranno diritto a scaricare un massimo di 20 brani (5 a settimana), e a ogni download sarà obbligatoria la visione di uno spot pubblicitario. La musica viene letteralmente data via gratis in formato libero, e ognuno potrà usare i suoi MP3 come preferisce.
YouTube, il Grande Fratello va asportato
Lo ha stabilito il tribunale di Roma. Non sono necessarie segnalazioni circostanziate da parte di Mediaset: Google deve cancellare tutte le clip che contengano qualsiasi frammento della trasmissione. Google: non esistono gli strumenti
YouTube non ha diritto di sfruttare economicamente la pubblicazione da parte dei suoi utenti di clip distillate dalla trasmissione Il Grande Fratello 10. YouTube deve provvedere autonomamente alla rimozione di tutti i video postati dagli utenti, tutti i contenuti che contengano immagini statiche o dinamiche della trasmissione, dagli estratti del programma passando per i servizi giornalistici e per i mashup creati dai cittadini della rete. L'ordinanza della nona sezione civile del Tribunale di Roma, nel quadro del contenzioso in atto tra RTI e la piattaforma di sharing, parla chiaro: il Grande Fratello non deve trovare spazio su YouTube, YouTube trae frutto dai contenuti che consente ai suoi utenti di pubblicare e per questo non può esimersi dal ruolo editoriale del controllo. È stato "riconosciuto - annuncia Mediaset - il diritto d'autore degli editori anche su Internet". "Faremo ricorso", promette Google.
L'ordinanza, annotata, è stata resa pubblica attraverso il sito di TGCOM: il Tribunale reagisce alla richiesta da parte di RTI di un provvedimento cautelare. Una richiesta circostanziata per quanto attiene la trasmissione ma non declinata in espliciti riferimenti ai contenuti postati dagli utenti: RTI si riferisce a tutte le immagini dell'edizione del reality show Il Grande Fratello in onda in questa stagione televisiva. Ci sono utenti di YouTube che fanno rimbalzare sulla piattaforma di sharing ogni minuto di trasmissione, RTI ne ha rilevato la pubblicazione sistematica con una perizia svolta tra il 26 e il 27 ottobre: si tratta, secondo le analisi di Mediaset, di "oltre 542 minuti di emesso", visionati un totale di 1.202.651 di volte.