Archivio: Net Neutrality
Internet, chi paga chi?
Il dibattito sulle alternative all'accesso e alla distribuzione free dei contenuti in rete è rovente sulle due sponde dell'Atlantico. Nel Regno Unito si vuole che a pagare siano i fornitori di contenuti mentre negli USA si sostiene il contrario
Se il modello di una Internet gratuita e ad accesso libero per tutti (utenti come provider di contenuti) non è definitivamente morto, di certo non si sente tanto bene: un chiodo sulla bara della rete "gratis per tutti" lo martella British Telecom, il più grande provider di connettività del Regno Unito che ha cominciato a chiedere agli "altri" provider, quelli dei contenuti veicolati attraverso l'infrastruttura, di pagare dazio per sostenere i costi di mantenimento della suddetta infrastruttura.
Con questa sortita, peraltro non inedita nel'Isola, BT pone anche fine alle polemiche di questi giorni, scaturite dall'evidenza del fatto che l'ISP avrebbe messo un limite alla velocità di download di iPlayer, la piattaforma di distribuzione gratuita (per l'utente finale) di quella BBC che di contenuti ne ha prodotti e ne produce a vagonate.
Telecomunicazioni, ecco come funziona l'ecosistema
Franco Bernabè a colloquio con Luca De Biase «Le compagnie di telecomunicazioni devono essere completamente ripensate in termini di strategia e struttura organizzativa». Le parole sono importanti. E l'amministratore delegato di Telecom Italia sa di doverle pesare molto bene: si ascoltano per comprenderne le conseguenze, si interpretano per scommettere sulla prospettiva che promettono, si valutano per prepararsi al momento della verifica. Quindi, dicendo che «le telco vanno completamente ripensate», Franco Bernabè annuncia una svolta profonda. Ispirata da una consapevolezza: «Sì, siamo in un ecosistema. È scontato che la nostra crescita dipenda dalla domanda. Ma è altrettanto vero che lo sviluppo e l'innovatività delle persone e delle aziende dalle quali emerge la domanda dipendono a loro volta, anche, dalla nostra efficienza». Tutto si tiene. E le responsabilità della Telecom nell'ecosistema dell'innovazione italiano sono enormi. Le conseguenze delle scelte di chi guida la Telecom Italia sono economiche e sociali, tecnologiche e culturali: possono frenare o accelerare la modernizzazione. Bernabè – lo diceva conversando con alcuni blogger riuniti a Rovereto qualche settimana fa – sa che la motivazione più grande, per il suo lavoro e per quello dei suoi collaboratori, è nell'assumersi fino in fondo quelle responsabilità. Cambiando radicalmente passo. «Basta yes man», dice. «Attraversiamo una rivoluzione», osserva. «Non possiamo più limitarci a coltivare il nostro giardino, ma dobbiamo abilitare i migliori giardinieri perché sviluppino le loro aiuole». E poi, en passant, pensando a una delle mille polemiche che girano nel settore, quella sulla net neutrality: «Non faremo i poliziotti della rete».