Archivio: Net Neutrality

Ue: no a corsie preferenziali per contenuti Web

La commissaria Neelie Kroes si schiera a favore della Neutralità della Rete

Non è giusto che vi siano corsie preferenziali sul web, che consentano ad alcuni servizi e contenuti di funzionare meglio, serve invece potenziare la rete per fornire ai cittadini un servizio sempre migliore: lo ha detto oggi il commissario all’agenda digitale, Neelie Kroes, affrontando la controversa questione della "neutralità della rete".

Si tratta di un dibattito acceso soprattutto in Usa, ma che si sta estendendo anche all’Europa, che vede gli operatori di Telecom contro i fornitori di contenuti: i primi vorrebbero far pagare ai secondi una sorta di "corsie preferenziali" per diffondere i propri contenuti in maniera più rapida ed efficace rispetto al resto del traffico online.

 

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Reding: la rete è un diritto

In un'intervista esclusiva rilasciata ad Altroconsumo, il Commissario europeo per la società dell'informazione e i media parla dei temi caldi che occuperanno l'agenda della Commissione nel futuro prossimo

Libera circolazione dei beni digitali, diritti, concorrenza, accesso, equilibrio tra gli interessi delle parti: sono questi i punti salienti toccati da Viviane Reding, Commissario europeo per la società dell'informazione e i media, nel corso di una recente intervista rilasciata ad Altroconsumo. Si discute della delicata posizione della Commissione in merito ai problemi del mondo digitale e alla posizione dei consumatori nei confronti di organizzazioni del copyright e fornitori di accesso e contenuti in rete.

Una delle questioni cruciali dell'infrastruttura di rete europea è la possibilità, per utenti e operatori, di trovarsi in un contesto comunitario in cui, al pari della libera circolazione di merci e servizi "reali", valgano le stesse regole su tutto il territorio del Vecchio Continente. Incalzata da Altroconsumo, Reding conferma la volontà di scardinare l'attuale oligopolio delle società di raccolta dei diritti d'autore, un monopolio che ha già cominciato a scricchiolare da quando la SIAE francese SACEM, la major EMI e altri hanno convenuto sulla necessità di adottare un sistema unificato che rispetti la pervasività di Internet e la sua mancanza di "frontiere" a difendere i vari mercati nazionali.

 

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Regno Unito, una rete di cui non abusare

Il report Digital Britain traccia il futuro dell'industria del digitale. Internet per tutti, con la possibilità di imbracciare filtri per contenere il file sharing illegale

Assicurare ai cittadini di sua Maestà la rete come servizio universale e assicurare ai produttori di contenuti che i cittadini non abusino della connettività dedicandosi al file sharing illegale.

. Il report Digital Britain è stato rilasciato dalle autorità del Regno Unito: il futuro del mercato delle TLC e dell'industria dei contenuti dell'Isola è tracciato nelle oltre 200 pagine del documento, che affrontano tutti gli aspetti dell'economia digitale. Un mercato che, si spiega, rappresenta il 10 per cento del PIL del Regno e impiega 2,1 milioni di cittadini, il 6 per cento della popolazione. Il governo si sente investito del compito di intervenire: il mercato finirebbe per assecondare certi trend che si ripercuoterebbero sulla popolazione, le negoziazione fra i diversi attori del mercato potrebbe stagnare in dibattiti insolubili. Per questo motivo le autorità hanno gettato le fondamenta per la svolta, per indirizzare il mercato verso "la massimizzazione dei benefici della rivoluzione digitale".

 

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UK, musica per abbonati

Virgin Cable e Universal proporranno streaming e download su sottoscrizione e DRM free. L'ISP agirà per promuovere il mercato legale, con la propria offerta di musica e con disconnessioni temporanee

Fornitori di connettività e fornitori di contenuti si alleano per dare vita a un jukebox celestiale: musica da consumare dietro la corresponsione di un abbonamento. Senza limiti, senza sistemi DRM a presidiare i contenuti, i cittadini della rete non avrebbero più motivi per rivolgersi ai circuiti del file sharing non autorizzato.

A proporre il modello della musica concessa in abbonamento è Virgin Media: oltre a fornire connettività ai cittadini di Sua Maestà, ha stretto un accordo con Universal. La musica dell'etichetta, già disseminata in maniera diversificata su un'infinità di piattaforme quali YouTube e il Peoplès Music Store, entrerà a far parte di un catalogo che l'ISP metterà a disposizione dei propri abbonati: potranno scegliere se attingere alla musica scaricando mp3, potranno scegliere se ascoltare la musica in streaming dai propri dispositivi connessi. In ogni caso, assicura Virgin, tutti i file scaricati saranno a tutti gli effetti di proprietà dell'utente: nessun sistema DRM impedirà loro di travasare i file da un dispositivo all'altro, non ci saranno scadenze o sistemi di validazione a rendere deperibile la musica.

 

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