Archivio: Motori di ricerca
Facebook e Microsoft sfidano Google nella ricerca online
Bing personalizzerà i risultati con i dati del social network
Facebook e Microsoft hanno annunciato una mossa che ha il potenziale per minacciare in futuro la leadership di Google nella ricerca su Internet. Il colosso del software e il più grande social network al mondo, che hanno già un accordo di partnership, hanno presentato ieri un piano che introduce un elemento di forte personalizzazione nei risultati della ricerca online.
Come riporta il Wall Street Journal, il piano prevede che i risultati del motore di ricerca Bing di Microsoft vengano integrati con i contatti dei profili di Facebook. In questo modo sarà possibile sapere per esempio se un amico ha cenato in un determinato ristorante, ha comprato in un certo negozio o ha visto un certo film.
«Le migliori risposte non vengono dai siti web, ma dalle persone, e soprattutto dalle persone che sanno qualcosa di voi», ha detto Yusuf Mehdi, vice direttore generale di Microsoft per il pubblico online.
In un evento negli uffici di Microsoft della Silicon Valley, l’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg ha detto, senza menzionare Google, che Microsoft ha voluto prendere più rischi di altri con il suo motore di ricerca.
Il primo esempio di questa collaborazione che è stato dato ieri è un riquadro sul sito di Bing che mette in evidenza i siti Internet a cui il network di amici di chi compie la ricerca ha mostrato di apprezzare con un «like». Bing conterrà anche un servizio per trovare contatti Facebook online, basandosi sulle amicizie di un utente.
TRENTO, NUOVO SOFTWARE PER I MOTORI DI RICERCA
Armadio e guardaroba sono la stessa cosa? Di sicuro non per molti motori di ricerca su Internet che aiutano a trovare l’arredamento giusto per la propria casa. Il problema sta nei software per le ricerche utilizzati in questi casi, che non sempre riescono automaticamente a riconoscere lo stesso oggetto se chiamato con nomi diversi.
Un deficit che causa rallentamenti, risultati troppo generici o non pertinenti e a volte anche ricerche a vuoto. Tutto cio’ diventa ancora piu’ seccante se la ricerca si concentra, ad esempio, su un documento da scaricare sul sito di un ente pubblico, un articolo da una rivista online o un’informazione di servizio.
Le ricerche in Internet oggi sono uno strumento molto diffuso e utile. Tuttavia esiste un reale problema legato all’ambiguita’ delle parole chiave che troppo spesso vanifica lo sforzo di rendere disponibili in rete informazioni numerose e complete.
A questo problema sta lavorando un innovativo progetto di ricerca, finanziato dall’Unione Europea, denominato Insemtives (Incentives for semantics), frutto della collaborazione tra nove partner europei del mondo accademico e dell’industria, tra cui l’Universita’ di Trento attraverso i dipartimenti di Ingegneria e Scienza dell’informazione e di Informatica e Studi Aziendali.
Google Tv pronta al lancio il web è sul telecomando
Apre il sito di presentazione della nuova piattaforma di Big G dedicata alla televisione, che svela nel dettaglio la rivoluzione in corso nell'universo del piccolo schermo. Che non è più solo da guardare, tra applicazioni e nuove funzionalità
di TIZIANO TONIUTTI
FORSE il passaggio non è epocale come quello dal mondo senza televisione a quello dopo l'avvento del piccolo schermo. E' un momento più simile alla transizione dalla tv in bianco e nero a quella a colori, che probabilmente verrà ricordato nella storia della tv: Google entra nella televisione, portandosi dietro il web. Uno switch-off inevitabile dello schermo che si guarda soltanto, per accendere un'idea contemporanea di fruizione televisiva.
Cos'è. Dopo qualche annuncio nebuloso e qualche dimostrazione parziale, sul sito google.com/tv si può vedere chiaramente come Big G intende manipolare il genoma della televisione. Lo schermo non è più un semplice visualizzatore, ma diventa una superficie di interazione tra lo spettatore - che si evolve e diventa un utente - e i fornitori di contenuti e applicazioni. Google vede la tv come il porto ideale di attracco per ogni tipo di multimedialità. E così, internet diventa un canale dell'apparecchio, sempre pronto a fornire nuovi contenuti e informazioni. E' sufficiente utilizzare la barra di ricerca digitando le chiavi di ricerca col telecomando, uno smartphone o (presumibilmente) una tastiera bluetooth. Ma la Google Tv è pensata come estensione delle tecnologie di ora e di domani. Per cui, tutti col tablet da salotto quando serve, altrimenti basta il telecomando. Non solo: il concetto di home page, la pagina base di navigazione che ognuno ha nel browser, si sposta in tv. E all'accensione, la Google Tv mostra un pannello di controllo complessivo, con i programmi, i canali e le applicazioni preferite dell'utente-spettatore. I modelli di tv già dotati di software Google sono al momento targati Sony e con ogni probabilità a breve anche Samsung. Per chi non vuole cambiare tv, è pronto per il lancio un box di Logitech che porta tutte le funzionalità della GoogleTV su qualunque apparecchio.
Nel 2015, pubblicità online sempre più "sociale"
Entro il 2015, la pubblicità online sarà in piena simbiosi con l'interattività dei social network e metterà gli internauti in grado di commentare le inserzioni, condividerle su Twitter o Facebook, o di "abbonarsi" ad annunci di loro interesse. Sono queste le previsioni che giungono dalla Iab advertising conference a New York.
Il giro d'affari è visto in crescita fino a raggiungere un valore complessivo di 50 miliardi di dollari, grazie anche alle promozioni video, per le quali gli inserzionisti pagheranno in base al numero di visualizzazioni, mentre altri potranno scegliere una tecnologia di offerte in tempo reale.
Nella visione di Google, in particolare, lo schermo degli smartphone offrirà l'accesso al Web in maniera predominante, aprendo così nuove possibilità di interazione col mondo pubblicitario. Come "TrueView", un nuovo formato pubblicitario video per la piattaforma YouTube, che sarà disponibile entro quest’anno e che darà agli utenti da un lato la possibilità di mettere da parte un video promozionale non gradito e dall’altro di scegliere invece quale, fra una varietà di proposte, cliccare e guardare.