Archivio: Motori di ricerca

USA, Google bussola brevettuale

Annunciato l'accordo che affida a Mountain View l'archivio dell'Ufficio marchi e brevetti statunitense. Offrirà un servizio gratuito

 

Lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) ha raggiunto un accordo con Mountain View: Google ospiterà l'archivio dei brevetti e dei marchi concessi dall'Ufficio statunitense, nonché delle rispettive domande e degli eventuali atti processuali.

Sono due le strade per semplificare, o comunque rendere più accessibile, il sistema brevettuale: una riguarda la riduzione dei tempi d'attesa per la concessione del brevetto, l'altra riguarda invece la possibilità di rendere la ricerca di antecedenze più semplice: tagliare i tempi fra invenzione e sua commercializzazione senza rischi di contraffazione, nonché far capire cosa è stato già brevettato, evitando doppioni che finiscono poi in tribunale e costano soldi sia al privato che alla società (lunghe cause legali, risorse della ricerca impiegate sul medesimo progetto ecc.), sono due degli obiettivi perseguiti da chi vuole migliorare la situazione attuale.

 

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LIBRI: PICCOLO EDITORE SCOPERTO DA COLOSSO CON GOOGLE BOOKS

E’ stato pubblicato in Italia nel 2004, in Gran Bretagna nel 2008 e ora sbarca in Spagna, il tutto grazie a Internet e Google Books: è la storia di ‘Il potere della stupidita” scritto da Giancarlo Livraghi, uno dei padri delle pubblicità italiana e internazionale, a capo di agenzia come McCann Ericson e Ogylvy & Mather.

 

“La versione italiana ha venduto oltre duemila copie in tre edizioni, con vendite quasi esclusivamente online - spiega Andrea Monti, di Monti&Ambrosini Editori, www.meaed.com -. Nel 2008 abbiamo pubblicato l’edizione inglese che insieme al testo italiano abbiamo reso disponibile integralmente tramite Google books (la libreria digitale del motore di ricerca). Questo ha fatto sì che un grande editore spagnolo, Editorial Critica (pubblica tra gli altri Eco, Geymonat, Hawking, Luttwak, Vacca, ndr) manifestasse interesse per la realizzazione della versione spagnola che è così in distribuzione da qualche giorno”. Ecco il link al sito spagnolo).

 

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Editori e Google, patto sul futuro

di Alberto Mingardi

Con la pubblicazione degli "impegni" di Google, l'istruttoria dell'Antitrust sul motore di ricerca per abuso di posizione dominante è arrivata a un punto di svolta. L'istruttoria era valsa all'Autorità grande attenzione, anche a livello internazionale, ma pure il sospetto di essere eccessivamente permeabile alle sollecitazioni di una lobby potente come quella degli editori. Il processo di valutazione degli impegni che si apre ora avrà grande importanza, per definire i passi successivi.

Nel merito, gli impegni sembrano studiati per trovare la quadratura del cerchio fra l'impianto retorico della Fieg e il modus operandi di Google. Mountain View si è impegnata al mantenimento per tre anni di un programma distinto per Google News - per consentire agli editori di escludere i propri contenuti senza che tale scelta determini alcun effetto sull'inclusione degli stessi contenuti nel motore generale di ricerca - e alla comunicazione, attraverso l'interfaccia della rete AdSense, della percentuale di revenue-sharing spettante agli editori affiliati al programma AdSense Online. Il primo impegno è in buona sostanza l'"istituzionalizzazione" di un dato di fatto. Era già possibile uscire da GoogleNews senza ripercussioni negative sulla propria posizione nelle ricerche di Google: l'azienda americana ha lavorato per rendere tale possibilità ancora più chiara ed evidente per tutti gli operatori dell'industria editoriale. Non deve ingannare il fatto che si parli di tale opzione come valida per «tre anni». Tre anni nel mondo di internet sono un'era geologica, e questa appare più che altro un'applicazione del principio di precauzione: fra tre anni è possibile che GoogleNews non esita più, o sia stata soppiantata da un altro prodotto.

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Google cede agli editori sulle news: via libera all'accordo con l'Antitrust

Il gruppo promette più autonomia e trasparenza. Ma non cambia business

Pressata dall’Antitrust, Google fa le prime concessioni nella battaglia con gli editori sul motore di ricerca News. Garantisce più autonomia nelle scelte sull’indicizzazione delle pagine web e più trasparenza nei contratti pubblicitari, ma non ipotizza forme di retribuzione delle notizie, nè tanto meno variazioni del proprio modello economico.

Un’apertura sì, ma nessun cedimento sul fronte dell’attacco al web gratuito a più riprese lanciato dal mondo dell’editoria. L’indagine dell’Autorithy era partita lo scorso agosto su segnalazione della Fieg con l’ipotesi di abuso di posizione dominante. Gli editori lamentavano l’assenza di informazione sulle modalità con cui vengono selezionate e indicizzate le notizie su Google News e denunciavano la possibilità di favorire un soggetto a scapito di un altro senza prevedere una remunerazione diretta. In più sostenevano che chi non voleva apparire sul servizio veniva automaticamente escluso anche dal motore di ricerca generale.

 

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