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GOOGLE: SCHMIDT, NUOVO TELEFONINO SOSTITUIRA’ CARTA CREDITO
La nuova generazione dei telefonini basati su Android, il sistema operativo di Google, si candida a “sostituire le carte di credito”.
Così il numero uno del colosso di Mountain View, Eric Schmidt, nel suo intervento di stanotte al Web 2.0 Summit di San Francisco ha anticipato i tratti salienti di quello che in rete viene già indicato come il nuovo ‘googlefonino’, che sarà predisposto per i pagamenti ‘mobili’.
L’amministratore delegato di Google ha annunciato che la nuova versione di Android, la 2.3 cosiddetta ‘Gingerbread’ (’Pan di zenzerò), sarà disponibile fra poche settimane con un nuovo telefono e integrerà in particolare la tecnologia Near Feald Communications (NFC), che consente fra le altre funzioni di effettuare pagamenti, transazioni e scaricare contenuti avvicinando un cellulare a un apposito “lettore”. Sarà questa la forza dei nuovi smartphone Android, ha promesso Schmidt, mostrando contestualmente un modello di questi telefoni con nome e produttore coperti da una striscia di nastro adesivo annunciando che arriverà nelle prossime settimane.
Guerra fra giganti per i "pagamenti cellulari"
ANDREA DI STEFANO
Oltre 633 miliardi di dollari entro il 2015. E’ questo il mercato dei pagamenti via cellulare che sta facendo gola a Apple, Google e Microsoft. Telefonini, smartphone, tablet pc sono destinati, secondo le ricerche degli analisti, a trasformarsi in vere e proprie carte di credito virtuali per effettuare acquisti in mobilità. Si spiega così l’interesse dei tre maggiori gruppi mondiali dell’hitech nei confronti di Boku, una giovane società della Silicon Valley che ha sviluppato una piattaforma che permette di effettuare gli acquisti utilizzando il proprio numero di cellulare e facendo addebitare l’importo sul proprio conto telefonico.
Non è la prima volta che promettenti startup diventano terreno di caccia dei gruppi in diretta competizione per il controllo del mercato dei sistemi operativi di telefonia. Un anno fa Google aveva battuto Apple nell’acquisizione di AdMob, anch’essa della Silicon Valley, specializzata nella gestione e distribuzione di pubblicità mobile. La spuntò Google pagando 750 milioni di dollari, una cifra più che doppia rispetto alle stime che erano circolate durante le trattative. La potenza del sistema inventato da Boku è tale, pare, da risolvere l’annoso problema dei micropagamenti, ridurre le problematiche di frodi, rendere possibili le transazioni a chi non possiede una carta di credito, sostituire farraginosi meccanismi per acquistare biglietti di mezzi di trasporto o parcheggi.
Boku si presenta come la società leader per capacità tecnologiche e ampiezza degli accordi già in essere con gli operatori telefonici. Già ha supporter nel mondo del venture capital che le hanno permesso di acquisire appena nata, all’inizio del 2009, due rivali, Paymo e Mobillcash.
Il "Mobile Internet" cresce ma calano i profitti
L’avvento della nuova generazione di smartphone moltiplica l’utilizzo in mobilità della Rete. E i digital Media puntano sulle ulteriori possibilità di fatturato. Media a confronto "Bruciati" 2 miliardi di euro
CLAUDIO GERINO
Dieci milioni di utenti unici al mese che accedono ad Internet attraverso un device "mobile", tipicamente un cellulare o uno smartphone, con una crescita rispetto al 2008 del 17 per cento, con una previsione di arrivare fino a 12 milioni di utenti "mobile" su Internet entro la fine di quest’anno; contemporaneamente, però, calano i ricavi degli operatori di telefonia mobile ( 3%), nonostante siano in aumento, invece, i servizi di connettività mobile a banda larga relativi sia ai telefonini, sia alle Internet key e connect card per notebook e netbook (la crescita, per quest’ultimo segmento, è del 26 %). Le Telco, infatti, puntano sempre di più sulla connettività mobile a banda larga per cellulari e altri dispositivi portatili (notebook, netbook, iPad, eBook) mentre entrano nell'arena competitiva "mobile" nuovi protagonisti culturali Apple e Google in primis spingendo innovazioni che rendono il mondo del telefono cellulare sempre più vicino a quello del computer connesso al Web.
I dati, contrastanti, sono emersi dallo studio realizzato dall’Osservatorio Mobile Content e Internet della School of Management del Politecnico di Milano, a cui hanno collaborato l’ICT Institute e il MEF (Mobile Entertainment Forum) ed hanno una prima, immediata spiegazione con il calo fortissimo dei servizi "tradizionali" legati alla telefonia cellulare, in primo luogo quelli "voce" ( 4 %) e messaggistica Sms/Mms ( 2 %). Spiegazione, però, che non è applicabile, di fatto, al calo anche dei servizi più innovativi, come la vendita diretta di "contenuti Mobile" (Informazioni, giochi, video, musica, loghi, suonerie, ecc.) e della raccolta pubblicitaria.
Deutsche Telekom prepara una piattaforma per sfidare iTunes
Secondo il Financial Times Deutschland, che cita fonti vicine alla Società, Deutsche Telekom starebbe preparando una piattaforma per vendere musica e altri contenuti per cellulari e smartphone simile al negozio della Apple iTunes.
Secondo quanto riportato dal quotidiano economico, il servizio sarà lanciato in collaborazione con altre compagnie europee e si baserà sulle esistenti piattaforme tedesche di Mediaload, Videoload e Gamesload. Dalla musica ai video, ma anche articoli di giornale: saranno offerti “contenuti di ogni tipo” e per “tutti i terminali”. In particolare Deutsche Telekom pensa di offrire anche applicazioni “mobile” compatibili con dispositivi di diverse case di produzione.
Al Mobile World Congress di quest’anno, a Barcellona, era stata annunciata un’alleanza fra ventiquattro operatori di telecomunicazioni, denominata “Wholesale Applications Community” (WAC), tra cui Telecom, Wind e Vodafone, per costruire una piattaforma aperta di applicazioni per cellulari e smartphone supportata dai produttori LG Electronics, Samsung e Sony Ericsson.