Archivio: Internet Governance
INTERNET: BRUXELLES VUOLE ACCRESCERE NUMERO OPERE ONLINE
IN CANTIERE PROGETTO ‘ARROW’
Bruxelles vuole accrescere il numero delle opere d’arte e dei lavori creativi che possono essere visionati online. Lo ha detto oggi la commissaria Ue all’agenda digitale Neelie Kroes in occasione di una conferenza sulla proprietà intellettuale.
L’Unione europea, ha spiegato la commissaria, può dare un forte impulso alla messa online del ricco patrimonio culturale, ma oggi dal 20% dei film fino al 90% delle fotografie, nonché un massiccio numero di opere della creatività, non sono consultabili sul web perché “orfane”, ossia non siamo a conoscenza di chi possegga i diritti e, se diffuse, con la conseguente possibile minaccia di azioni legali.
Tutelare il copyright senza punire gli utenti: la quadratura impossibile?
Federico Guerrini
Tira una brutta aria per i “pirati” nostrani, quelli che scaricano musica, film e programmi a sbafo. Nei giorni scorsi la Fapav, la Federazione anti pirateria audiovisiva, ha presentato i risultati di una ricerca commissionata all’istituto Ipsos, da cui emergerebbe come, nel corso dell’ultimo anno, siano stati commessi 384 milioni di atti di pirateria audiovisiva, con una crescita di quasi 30 milioni rispetto al 2009.
L'impatto economico della pirateria in Italia si aggirerebbe attorno ai 500 milioni di euro e gli "scaricatori" non avrebbero neppure la scusa della buona fede; il 70 % dei pirati, anzi, è ben consapevole che quello che fa è illegale e indicherebbe, sempre secondo Ipsos, quali possibili efficaci deterrenti, nell’ordine: la denuncia penale, forti multe, il distacco dalla Rete e un avviso di violazione da parte del provider. In pratica, sarebbero gli utenti stessi a “consigliare” l’adozione di una linea dura da parte delle autorità competenti, sul modello di quanto avviene in Francia con la legge Hadopi.
Del resto, in tutto il mondo è in atto un'offensiva contro il download illegale e la violazione del diritto d'autore. In Europa è stato approvato lo scorso settembre del “rapporto Gallo”, una risoluzione che introduce anche a livello continentale, per il momento soltanto come principio ispiratore la dottrina dei “tre schiaffi” (due avvisi e poi disconnessione forzata da Internet) già in vigore in Francia e a livello internazionale è in corso di approvazione, pur fra mille dubbi da parte di giuristi sulla sua compatibilità con la normativa europea, l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, un accordo bilaterale fra Ue e Usa volto a rafforzare la tutela del copyright con misure molto stringenti.
L'Ue avvia inchiesta su Google "Abuso di posizione dominante"
L'indagine dell'Antitrust partita dalle denunce presentate da alcuni motori concorrenti. Che, secondo le accuse, sarebbero penalizzati nei risultati delle ricerche sia gratuite che a pagamento. Mountain View: "Pronti a collaborare"
BRUXELLES - Google finisce nel mirino dell'Antitrust dell'Unione europea. L'organo europeo di controllo sulla concorrenza ha deciso di aprire un'inchiesta formale per verificare se il sito internet più cliccato del mondo abbia violato le regole in vigore nel Vecchio continente. L'accusa è "abuso di posizione dominante nel settore dei motori di ricerca".
Il tutto scatta a seguito di istanze presentate a Bruxelles da parte di gruppi rivali, a cominciare da Microsoft che si è mossa tramite la controllata Ciao, portale rilevato nel 2008 e che aveva sollevato critiche alle pratiche commerciali di Google. Accuse erano giunte da altri due operatori, ma su settori più di nicchia, un sito francese di documenti giudiziari (ejustice.fr) e un portale britannico di paragoni sui prezzi (Foundem). Già lo scorso febbraio la commissione europea aveva riferito che avrebbe esaminato queste lamentele, mentre negli anni scorsi su diverse vicende ha comminato multe antitrust, anche pesati a Microsoft e Intel, sempre per abuso di posizioni dominante.
Il gruppo di Mountain View viene accusato di aver penalizzato i concorrenti nei risultati delle ricerche gratuite, e nelle pubblicità da parte di terzi che si evidenziano in alto e a destra nella pagine dei risultati, i cosiddetti link sponsorizzati. Le accuse sostengono inoltre che Google favorirebbe i suoi stessi servizi. L'apertura di questa procedura, però, avverte la Commissione, non implica che Bruxelles abbia le prove dell'esistenza di un'infrazione alla normativa Ue in materia di concorrenza, ma solo che i servizi del commissario responsabile Joaquin Almunia condurranno un'inchiesta "approfondita" sul caso, e "in modo prioritario".
Igf Italia 2010, si discute del futuro della Rete
Oggi e domani, presso il Cnr, si tiene l’Igf Italia 2010, per riunire istituzioni, aziende, ricercatori, tecnici e società civile. Intervengono tra gli altri il presidente del Cnr, Luciano Maiani, il ministro Renato Brunetta, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, Stefano Rodotà, Tullio de Mauro e i parlamentari relatori di proposte di legge. Tra i temi dibattuti, il divario culturale e digitale: con 11 milioni di utenti connessi in banda larga il nostro Paese è solo al tredicesimo posto in Europa.
«Internet riguarda tutti: fai sentire la tua voce!». Questo lo slogan dell’Internet Governance Forum (Igf) Italia 2010, annuale appuntamento dedicato ai temi della gestione di Internet: «Il futuro della Rete coincide in misura crescente con il futuro delle nostre società», spiega Domenico Laforenza, direttore dell’Istituto di informatica e telematica (Iit) del Cnr di Pisa: «Gli scambi economici, le interazioni sociali e, soprattutto, la qualità della democrazia e i diritti della cittadinanza di domani si svolgono infatti sempre più anche attraverso Internet. Occuparsene è quindi una necessità che riguarda tutti noi, innanzitutto come cittadini, e tutti dobbiamo avere l’opportunità di esprimere le nostre opinioni in merito».
L’obiettivo dell’Igf Italia, al pari degli omologhi appuntamenti globali delle Nazioni Unite, è proprio riunire e mettere a confronto tutti gli attori nazionali interessati (governi, aziende, ricerca e comunità tecniche, società civile) per favorire il dialogo e, laddove possibile, condividere posizioni comuni in merito allo sviluppo di Internet. Le due giornate romane, che sono organizzate dall’Iit-Cnr insieme alla Provincia di Roma, il centro Nexa del Politecnico di Torino e la Internet Society Italia, si aprono con alcuni interventi di rilievo, tra i quali quelli del presidente del Cnr, Luciano Maiani, del ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, e del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. La sessione del 29 novembre cercherà, con relatori quali Stefano Rodotà e Tullio de Mauro, di tracciare una mappa dell’Internet italiano dal punto di vista giuridico, economico, culturale e tecnologico.