Archivio: E-Learning

Le lezioni sull'iPod? Rendono di più

Saltare le lezioni non danneggia le prestazioni agli esami universitari. A patto però di armarsi di iPod e cuffiette e di ascoltare l'audio della spiegazione del professore sul lettore digitale. La conclusione un po' sorprendente, e di certo non sgradita alle truppe di «bigiatori», arriva dagli Stati Uniti. Uno studio significativamente intitolato Can podcasts replace Professors? condotto dagli psicologi della State University of New York afferma infatti che gli studenti che fruiscono delle lezioni tramite podcast ottengono nei test risultati superiori ai compagni che ascoltano le parole del docente dal vivo.


AULA VS IPOD – Per misurare l'impatto delle lezioni via podcast rispetto a quelle tradizionali, i ricercatori hanno scelto una classe di 64 studenti di un corso introduttivo in psicologia. Una metà ha seguito una spiegazione sulla percezione visiva in presenza e ha ricevuto la stampa delle slide. L'altra metà ha guardato il video della lezione sincronizzato con le slide. Risultato: il «gruppo iPod» ha ottenuto un punteggio medio di 71 su 100 contro il 62 su 100 dei colleghi che hanno frequentato di persona. Secondo Dani McKinney, la psicologa che ha guidato lo studio, la versione digitale delle lezioni consente allo studente di riprodurre i passaggi più difficili e dunque di prendere appunti migliori. La differenza di prestazioni, infatti, non si è verificata tra gli studenti che hanno fruito della versione digitale ma non hanno preso appunti.

 

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L'università si sposta su internet in Germania le lezioni sono online

La lezione del docente sta perdendo importanza quale momento centrale della vita universitaria. Registrazioni video scaricabili dalla rete e altre offerte di lezioni e di vita accademica virtuale su internet stanno togliendo spazio alla tradizionale lezione in aule spesso sovraffollate, scomode, male illuminate e con cattiva areazione.

 

Il processo è iniziato negli Stati Uniti, al prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) e in altri templi del sapere, ma sta prendendo piede anche in Germania. La VHB, cioè Virtuelle Hochschule Bayern (scuola superiore virtuale di Baviera) ha un grande successo, e fa scuola in altre parti della Repubblica federale. Non è la fine della lezione tradizionale in aula, ma cambia il suo ruolo.

 

E soprattutto, scrive Tanjev Schultz che al tema ha dedicato ieri un grande reportage in primissimo sfoglio della Sueddeutsche Zeitung (cartacea) le nuove possibilità tecniche offerte dal digitale possono imporre un ripensamento del senso, della qualità e vivacità e del metodo delle lezioni tradizionali. Nelle università e scuole superiori tedesche, le quali negli ultimi anni hanno molto migliorato in generale il loro livello su scala internazionale, l'offerta di lezioni e corsi digitali prende piede.

 

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Stanford pubblica i suoi corsi. Online. Gratuiti

see globeLa Stanford University, tra i più prestigiosi atenei degli States, con l'aiuto dei finanziamenti di Sequoia Capital si lancia in una serie di corsi online gratuiti, nell'ambito dell'iniziativa Stanford Engineering Everywhere. Un piano che l'Ateneo ha progettato per dar corso al suo scopo principale: il Technology Transfer, il trasferimento di tecnologie. Un'iniziativa che anche l'Italia insegue faticosamente. Nell'ambito più strettamente informatico, dal tecnodotto stanfordiano sgorgano i corsi di metodologia, di astrazione e quello sui paradigmi della programmazione. Chi è interessato all'intelligenza artificiale, potrà assistere ad una introduzione in materia di robotica, seguita da un corso sull'elaborazione dei linguaggi naturali e finire con il concetto di machine learning. Per i più golosi, c'è modo di prepararsi su sistemi lineari e ottimizzazioni: si imparerà cos'è la Trasformata di Fourier e se ne vedranno le applicazioni. Si verrà quindi introdotti ai sistemi lineari dinamici. I più bravini in matematica impareranno, in due distinte sessioni, a confrontarsi con le ottimizzazioni convesse. Non è prevista alcuna interattività tra studenti e docenti (tra studente e studente sì: tramite Facebook, in una linguetta presente in ogni schermata delle lezioni), non viene riconosciuto alcun credito, non c'è bisogno di alcuna registrazione. I corsi sono esattamente gli stessi di quelli a cui assistono gli studenti iscritti, dunque di identico valore didattico. Rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0 Unported, proprio per incoraggiarne l'uso, il riuso e la diffusione, i corsi sono disponibili - oltre che sul sito dello stesso Ateneo - anche su YouTube, in iTunes, Vyew e in vari tipi di distribuzioni Torrent.

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EDITORIA: ELOGI EUROPEI PER "PROACCESS", PROGETTO GUIDATO DALL'AIE

proaccessAll'Italia il massimo della valutazione e i complimenti della Commissione Europea per i primi risultati di "ProAccess", il progetto europeo guidato dall'Associazione Italiana Editori (Aie), che ha come obiettivo di migliorare l'accessibilità dei contenuti educativi a favore di non vedenti e ipovedenti. Finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del "programma eLearning", il consorzio di Pro-Access vede come capofila AIE e come partners la "Federation of European Publishers" (Fep) e Dedicon, l'organizzazione responsabile della fornitura di materiali accessibili ai disabili visivi che opera nel mercato olandese. "L'iniziativa - ha spiegato la coordinatrice del progetto, Cristina Mussinelli - ha ottenuto i complimenti per la qualità del lavoro svolto e i risultati ottenuti grazie all'approccio collaborativo messo in atto, che ha permesso la creazione di una rete, a livello italiano ed europeo, tra i principali attori interessati (editori, aziende grafiche, di composizione e servizi editoriali, associazioni di non vedenti e ipovedenti, organizzazioni che si occupano delle conversioni nelle versioni accessibili)". La valutazione positiva da parte della Commissione Europea sul progetto "ProAccess" è "un riconoscimento - ha sottolineato il presidente di Aie, Federico Motta - che dimostra come solo lavorando a soluzioni di sistema, utilizzando le tecnologie in modo intelligente e avanzato, si può andare verso un'effettiva parità d'accesso per i disabili. La tutela dei diritti d'autore, in questo quadro, non solo non è solo un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi, ma, stimolando la collaborazione degli editori, ne diventa il motore, perché tutela gli investimenti necessari per migliorare i processi produttivi".

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