Archivio: E-Learning

La scuola diventa community con Google Apps e Moodle

Integrare due applicazioni usate dalle istituzioni scolastiche di tutto il mondo per creare una vera e propria piattaforma a supporto dell’apprendimento e insegnamento: è questa la novità annunciata da Google con l’integrazione di Google Apps Education e Moodle.



Google Apps Education - offerta gratuitamente a istituzioni scolastiche e onlus - è un insieme di applicazioni web che permette a studenti e docenti di lavorare insieme anche a distanza su documenti, elaborati, ricerche; mentre le funzionalità di Moodle (la piattaforma open-source più usata dalle scuole di tutto il mondo) spaziano dalla creazione e organizzazione di corsi e lezioni online, a strumenti come forum, quiz, blog.


Con questa integrazione, la scuola si trasforma in una community Web 2.0 in linea con le aspettative e le abitudini dei nuovi nativi digitali e con le esigenze di un apprendimento più moderno.

 

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Oggi studio con Federica l'appuntamento è sul web

Il rettore Guido Trombetti parla di "rivoluzione nel panorama didattico italiano". Renato Mannheimer, presidente dell'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione, preferisce definirla "liberazione della conoscenza". È “Federica”, il portale di web learning dell'università Federico II di Napoli. Che dopo un anno di sperimentazione è stato presentato a Napoli dall'esperto di sondaggi e dai professori responsabili di "Federica", Giuseppe Marrucci, presidente del Centro di ateneo per i servizi informativi, e Mauro Calise, responsabile scientifico dell'e-learning d'ateneo.



Un portale il cui accesso è libero e gratuito per tutti. Lezioni on line, firmate dai docenti di tutte e tredici le facoltà della Federico II. "La nostra mission di università pubblica - spiega il rettore Guido Trombetti - ci ha guidati nel rimuovere qualsiasi password e limitazione all'accesso al sapere. Tutti possono accedere liberamente ai contenuti didattici e scientifici di Federica.unina.it per studiare, per approfondire le proprie conoscenze o temi di interesse professionale".



Il progetto "Federica" (il femminile del nome dell'ateneo) conta, tra l'altro, oltre 100 corsi, con tanto di sintesi delle lezioni, materiali per l'approfondimento, link a fonti scientifiche selezionate dai docenti, immagini e video. Tutto scaricabile su iPod: l'offerta di "Federica" è disponibile, infatti, anche in podcast, dunque fruibile attraverso i lettori multimediali di ultima generazione, "per portare con sé i materiali di studio - spiegano i responsabili - consultare e leggere le lezioni in qualunque momento e luogo".

 

 

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Le lezioni sull'iPod? Rendono di più

Saltare le lezioni non danneggia le prestazioni agli esami universitari. A patto però di armarsi di iPod e cuffiette e di ascoltare l'audio della spiegazione del professore sul lettore digitale. La conclusione un po' sorprendente, e di certo non sgradita alle truppe di «bigiatori», arriva dagli Stati Uniti. Uno studio significativamente intitolato Can podcasts replace Professors? condotto dagli psicologi della State University of New York afferma infatti che gli studenti che fruiscono delle lezioni tramite podcast ottengono nei test risultati superiori ai compagni che ascoltano le parole del docente dal vivo.


AULA VS IPOD – Per misurare l'impatto delle lezioni via podcast rispetto a quelle tradizionali, i ricercatori hanno scelto una classe di 64 studenti di un corso introduttivo in psicologia. Una metà ha seguito una spiegazione sulla percezione visiva in presenza e ha ricevuto la stampa delle slide. L'altra metà ha guardato il video della lezione sincronizzato con le slide. Risultato: il «gruppo iPod» ha ottenuto un punteggio medio di 71 su 100 contro il 62 su 100 dei colleghi che hanno frequentato di persona. Secondo Dani McKinney, la psicologa che ha guidato lo studio, la versione digitale delle lezioni consente allo studente di riprodurre i passaggi più difficili e dunque di prendere appunti migliori. La differenza di prestazioni, infatti, non si è verificata tra gli studenti che hanno fruito della versione digitale ma non hanno preso appunti.

 

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L'università si sposta su internet in Germania le lezioni sono online

La lezione del docente sta perdendo importanza quale momento centrale della vita universitaria. Registrazioni video scaricabili dalla rete e altre offerte di lezioni e di vita accademica virtuale su internet stanno togliendo spazio alla tradizionale lezione in aule spesso sovraffollate, scomode, male illuminate e con cattiva areazione.

 

Il processo è iniziato negli Stati Uniti, al prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) e in altri templi del sapere, ma sta prendendo piede anche in Germania. La VHB, cioè Virtuelle Hochschule Bayern (scuola superiore virtuale di Baviera) ha un grande successo, e fa scuola in altre parti della Repubblica federale. Non è la fine della lezione tradizionale in aula, ma cambia il suo ruolo.

 

E soprattutto, scrive Tanjev Schultz che al tema ha dedicato ieri un grande reportage in primissimo sfoglio della Sueddeutsche Zeitung (cartacea) le nuove possibilità tecniche offerte dal digitale possono imporre un ripensamento del senso, della qualità e vivacità e del metodo delle lezioni tradizionali. Nelle università e scuole superiori tedesche, le quali negli ultimi anni hanno molto migliorato in generale il loro livello su scala internazionale, l'offerta di lezioni e corsi digitali prende piede.

 

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