Archivio: E-Learning

Le università salvate da Internet

Intervista-incontro con Joi Ito alla conferenza di Communia 2010

«Non mi piace essere formato, ma mi piace imparare». Joi Ito, 44 anni, giapponese, ha abbandonato gli studi all'università negli Usa («studiare informatica tra i banchi di scuola agli albori del Web era stupido») dopo aver incontrato il fondatore di Ebay per mettersi in proprio come imprenditore, venture capitalist e attivista-guru di Internet. Ed è in qualità di non-laureato che è venuto a parlare ieri al Politecnico di Torino alla seconda giornata della Conferenza «Università e Cyberspazio, ridefinire le istituzioni della conoscenza per l'era della connessione digitale» del progetto Communia 2010. Lo incontriamo prima del suo intervento.

«Credo che debba esserci spazio nell'università per tutti gli attori della società civile interessati all'apprendimento, non solo per gli iscritti, e penso che grazie a Internet questo sia possibile» sostiene Ito. Presidente di Creative Commons, le licenze di copyright flessibile inventate negli Usa per permettere la ripubblicazione di contenuti editoriali online, è stato anche consigliere di amministrazione dell'Icann, l'ente non profit per l'assegnazione degli indirizzi Ip: per questo ha una conoscenza di Internet sia tecnica che culturale. Ma la sfida che lo intriga di più riguarda i nuovi modelli di business che i produttori di cultura devono abbracciare per sopravvivere nella nuova era digitale.

 

Continua a leggere »

L'università di Napoli su iTunes "Tutte le lezioni scaricabili online"

Il rettore Trombetti: "Abbiamo creato un sussidiario portatile"

L’università Federico II di Napoli sfida Stanford, Yale e Oxford, e lo fa utilizzando il terreno del Web.  Il primato, almeno a livello italiano, arriva grazie all’apertura di un proprio canale su iTunes U, l’area dell’iTunes store che offre contenuti audio e video. L’innovativa applicazione riguarderà inizialmente tredici facoltà e offrirà gratuitamente a tutti sintesi delle lezioni, materiali di approfondimento, risorse multimediali, audio, video e link a fonti scientifiche selezionate dai docenti. L’applicazione, scaricabile su Apple e su Microsoft, amplia le possibilità di apprendimento già fornite da ’"Federica", il portale per l’e-learning già in funzione nell’ateneo partenopeo. Grazie alle nuove tecnologie, sarà possibile scaricare la funzione iTunes U anche su cellulare e studiare durante gli spostamenti.

Una sorta di sussidiario portatile, come lo definisce il rettore della Federico II, Guido Trombetti, che sottolinea però che si tratta di un «ausilio» ai tradizionali strumenti didattici. «Il nostro ateneo è tra le più antiche d’Europa - aggiunge - ma ha il dovere di non farsi superare dai tempi e di seguire il linguaggio dei giovani. L’università è patrimonio di tutti: per questo abbiamo scelto garantire il libero accesso alle informazioni non solo ai nostri iscritti». Un aiuto anche per i non frequentanti, che avranno a disposizione gli elementi base di ogni lezione.

 

Continua a leggere »

Darwin e l'evoluzione dei libri online

Una piattaforma italiana per lo studio e la ricerca direttamente in rete: Il Mulino mette a disposizione da subito 300 volumi elettronici per studenti e ricercatori. Punto Informatico ne parla con la casa editrice


Roma - Ebook, ereader, digitalizzazione documentale. Nel mondo dell'editoria in questi ultimi tempi non si parla d'altro. Con pareri che spesso non lasciano spazio a sfumature. Da un lato gli evangelist del nuovo corso digitale, che vedono nei libri elettronici futuro e riscatto della languente industria editoriale; dall'altra pessimisti per cui gli ebook sono destinati a cancellare case editrici, stamperie e, perché no, anche la cultura occidentale tutta intera. Da qui la domanda: c'è qualcosa "in mezzo" tra apocalisse e integrazione? E quali sono le iniziative concrete in corso nel nostro paese in questo settore? Oggi cerchiamo un primo pezzo di risposta esaminando l'esperienza dell'editrice bolognese Il Mulino che, prima in Italia, si è lanciata nel campo della digitalizzazione editoriale con il suo progetto Darwin. E propone un approccio insieme aperto e disincantato all'universo degli ebook.

 

Darwin, inaugurato lo scorso 12 ottobre, si presenta al pubblico come un archivio digitale ripieno di trecento testi. Non tutti i libri del catalogo e non libri selezionati arbitrariamente: semplicemente, dentro il database Il Mulino ha scelto di inserire prima di tutto le monografie pubblicate tra il 2004 ed il 2009 nelle loro sei collane di ricerca. Una ratio precisa che si riflette nell'individuazione di un segmento di pubblico altrettanto specifico. Almeno fino a tutto il 2009, infatti, il progetto assume come destinatari unici istituzioni universitarie, biblioteche e centri di ricerca, escludendo per converso il pubblico generalista.

 

E tutto questo, spiega il responsabile per le nuove tecnologie Andrea Angiolini, per diverse ragioni, tra cui prime quelle pratiche e culturali. "Anzitutto non era pensabile digitalizzare in un sol colpo l'intero catalogo della nostra casa, né parlare contemporaneamente a pubblici che hanno esigenze e modi di fruizione differenti". Ma soprattutto, continua Angiolini, a pesare è stata la vocazione storica de Il Mulino: "La nostra casa editrice nasce per pubblicare ricerca. In questo senso ci è sembrato doveroso, oltreché logico, cominciare dalle collane in cui maggiormente si riflette lo sforzo scientifico".

Continua a leggere »

GB: E’ BOOM ISCRIZIONI PER OPEN UNIVERSITY, ATENEO DIGITALE

SODDISFA BISOGNI GENERAZIONE IPOD E COSTA MOLTO MENO


In Gran Bretagna è boom d’iscrizioni, soprattutto fra i giovanissimi, per la Open University, l’ateneo britannico di apprendimento a distanza. Che dalla sua parte ha trovato alleati potenti: internet, banda larga, computer, palmari. Se poi si mettono in conto la recessione, l’aumento delle rette universitarie e una generale contrazione dei posti di lavoro, ecco che i conti tornano.

 

Nell’epoca digitale, insomma, studiare da casa, come e quando si vuole e si può, inizia ad essere una valida opzione più che un passatempo per pensionati. “Anno dopo anno”, ha detto all’Independent Martin Bean, vice-rettore dell’università, “abbiamo visto crescere il numero di giovani matricole. Quest’anno, ad agosto, era più 36%. Il vantaggio è una maniera flessibile per studiare e credo questo sia un segnale per ciò che ci aspetta nel futuro, in particolare per coloro i quali non vogliono contrarre un debito”.

 

Una laurea alla Open University, infatti, costa in media 3.500 sterline contro le 10.000 delle università tradizionali. Ma non è solo una questione di soldi. “Il concetto di poter apprendere dovunque ci si trova - prosegue Bean - trova il favore dei giovani, figli di questa età digitale”. Che si dimostrano spesso molto soddisfatti della loro scelta. Nei sondaggi elaborati dal National Student Survey, infatti, la Open University è sempre in cima alla classifica di gradimento dei corsi intrapresi dagli studenti - oggi, per la prima volta, uno su quattro ha meno di 25 anni.

 

Continua a leggere »

Pagina successiva