Archivio: Brevetti
Brevetti: guerra ai patent troll
Google, Cisco, Hp e altre società hi-tech si mettono assieme con l'obiettivo di acquistare brevetti cruciali prima che cadano nelle mani sbagliate, ovvero quelle dei cosiddetti patent trolls, che comprano per poi fare causa e guadagnarci.
Un insolito gruppo, chiamato Allied Security Trust, unisce Google, Cisco System, Hp, Ericsson, Verizon Communications. Obiettivo dichiarato di questa alleanza tra giganti sono i ladri di brevetti, in gergo patent troll, che ultimamente stanno provocando continue e costose cause legali. Salvare dunque la proprietà intellettuale prima che cada nelle mani di chi tende a comprarla solo per poi fare causa alle grandi aziende con l'intenzione di spillare soldi.
Il gruppo per l'onesta proprietà intellettuale nasce su questi presupposti e dopo aver studiato i numeri: le cause legali lo scorso ottobre erano 2.500 mentre nel 1990 se ne contavano solo poco più di 900. Pare che negli Stati Uniti si tratti ormai di una vera e propria strategia di sopravvivenza di piccole aziende IT che costringono le grandi a pagare per l'uso di determinate tecnologie oppure le accusano di essere state derubate.
Nuovo brevetto di Google per migliorare la ricerca delle immagini
Google ha recentemente depositato il brevetto di un sistema per migliorare la ricerca delle immagini. La tecnologia consentirà di estrapolare il testo contenuto in un'immagine e, successivamente, di aggiungerlo come metadato all'immagine stessa.
Il brevetto, chiamato Recognizing Text in Images, descrive vari metodi per analizzare le immagini digitali, ottimizzare determinate porzioni di esse, estrarre il testo ed utilizzarlo o compararlo con gli altri dati disponibili. Naturalmente questa tecnologia sembra essere indirizzata a migliorare il servizio Image Search di Google, che trarrà ampiamente beneficio dall'incremento dei dati relativi alle immagini catalogate tra cui cercare.
I possibili impieghi di tale tecnologia non sono limitati alla semplice ricerca delle immagini: potenzialmente il sistema potrebbe essere utilizzato per migliorare alcuni servizi location-based. Il testo estratto potrebbe fornire delle keyword utili ad identificare una particolare locazione, fornendo un risultato più dettagliato e completo alle ricerche. Prospettive interessanti si aprono soprattutto per Google Maps e Google Earth: qualora la tecnologia risulti abbastanza affidabile, è difficile immaginare che non verrà utilizzata per fornire advertising contestuale alle immagini.
IBM: spot obbligatori nei DVD
Il periodo è particolarmente interessante per quel che riguarda i brevetti informatico-multimediali presentati all'USPTO americano: non bastasse Amazon e la sua temporizzazione delle spedizioni, un nuovo interessante caso si è aperto sul fronte IBM, che ha ben pensato di chiedere l'autorizzazione di infilare la pubblicità obbligatoria nei DVD.
L'applicazione di brevetto numero 20070201829 descrive un "Sistema e metodo per inserire messaggi pubblicitari durante la visione del DVD", e promette di aprire nuove opportunità di ricavi per Hollywood così come occasioni per gli utenti disponibili a sorbirsi qualche spot in cambio di prezzi più bassi.
Il funzionamento del nuovo sistema ricorda molto da vicino quanto fatto da Philips con un brevetto dell'anno scorso: la visione delle pubblicità diventa obbligatoria durante tutto il corso della pellicola, gli spot possono essere recuperati da un server remoto attraverso la connessione alla Rete oppure dal DVD stesso.
Google Magazine in arrivo?
Quando si muove Google, tutti gli editori tradizionali iniziano un po' a tremare. È successo nel 2001 con Google News, il servizio automatico di notizie in tempo reale aggregate da un algoritmo; è ricapitato l'ultima estate, quando Mountain View ha introdotto la possibilità di commentare alcune storie; e in questi ultimi giorni, dopo che in rete hanno preso a circolare alcuni "rumori" sull'imminente arrivo di un Google Magazine.
Di cosa si tratta? Stando a TechCrunch, il colosso di Brin e Page è in procinto di lanciare un servizio che permetterebbe agli utenti di creare un giornale personalizzato già predisposto per la stampa, aggregando i contenuti prodotti dalle altre redazioni e resi disponibili online. Il tutto infarcito di inserzioni pubblicitarie altrettanto mirate, in base alle preferenze espresse da ogni singolo utente.
Al momento, l'unica informazione certa (che è poi quella che ha alimentato tutti i rumors) è la registrazione di un brevetto da parte di Google per la "Personalizzazione dei contenuti e della pubblicità nelle pubblicazioni".