Archivio: Brevetti
USA, Google bussola brevettuale
Annunciato l'accordo che affida a Mountain View l'archivio dell'Ufficio marchi e brevetti statunitense. Offrirà un servizio gratuito
Lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) ha raggiunto un accordo con Mountain View: Google ospiterà l'archivio dei brevetti e dei marchi concessi dall'Ufficio statunitense, nonché delle rispettive domande e degli eventuali atti processuali.
Sono due le strade per semplificare, o comunque rendere più accessibile, il sistema brevettuale: una riguarda la riduzione dei tempi d'attesa per la concessione del brevetto, l'altra riguarda invece la possibilità di rendere la ricerca di antecedenze più semplice: tagliare i tempi fra invenzione e sua commercializzazione senza rischi di contraffazione, nonché far capire cosa è stato già brevettato, evitando doppioni che finiscono poi in tribunale e costano soldi sia al privato che alla società (lunghe cause legali, risorse della ricerca impiegate sul medesimo progetto ecc.), sono due degli obiettivi perseguiti da chi vuole migliorare la situazione attuale.
UE, un brevetto per tutti
La Svezia avvia incontri bilaterali: un sistema brevettuale europeo permetterebbe procedure più agili e uniformi. In agguato i brevetti software?
La Svezia si è impegnata, assumendo la presidenza di turno dell'Unione Europea per i prossimi sei mesi, ad ottenere un accordo tra gli stati membri per la creazione di un unico brevetto valido in tutti i 27 paesi.
Quello preso dalla Svezia appare uno sforzo concreto: "Abbiamo preparato molti incontri bilateriali con i paesi più scettici per cercare di convincerli - ha affermato un diplomatico - stiamo puntando in alto, ma questi obiettivi possono essere raggiunti".
Accanto alla creazione di un unico brevetto con validità europea, la Svezia spera di raggiungere almeno un accordo preliminare per la creazione di un'area unificata per le controversie e di delineare una corte per i brevetti europea.
Apple brevetta il distributore di contenuti
L'azienda di Cupertino ha depositato un brevetto relativo ad un chiosco per la fornitura di contenuti multimediali. Nel mentre, iPhone e iPod Touch diventano dispositivi didattici
Una delle aziende più prolifiche nel depositare brevetti in materia di innovazione tecnologica è senz'altro Apple, azienda che punta ora alla distribuzione dei contenuti del suo iTunes Store in tutta mobilità. L'idea è quella di combinare la fisicità di un jukebox con la connettività e la filosofia dei player multimediali: verrà così realizzato un vero e proprio chiosco in grado di distribuire contenuti on the go per iPod e iPhone, dispositivi sempre più presenti e richiesti sul mercato, al punto di divenire parte indispensabile del corredo accademico di un'università statunitense.
L'hub multimediale descritto nelle 19 pagine del testo del brevetto depositate dall'azienda di Cupertino si configura come un vero e proprio chiosco in grado di rifornire di video, musica e applicazioni in luoghi pubblici quali stazioni ferroviarie, aeroporti e centri commerciali. Il cuore dell'intero brevetto è proprio il sistema di connessione tra chiosco e dispositivo, che la Mela descrive come una virtual physical connection, in grado di riconoscere i dispositivi nei paraggi e stabilire una connessione wireless cifrata per distribuire i contenuti scelti dall'utente.
Il chiosco permette inoltre, grazie alla tastiera integrata, l'accesso al proprio account di iTunes Store, in modo da garantire la rapidità delle procedure d'acquisto. Lo stoccaggio dei contenuti è volutamente sdoppiato, e si configura in un server locale in grado di ospitare le novità del momento, i classici e i best seller e nel già citato collegamento ad iTunes per una ricerca più approfondita e vasta. Nonostante ciò, per chi non dovesse possedere un account sullo store online di iTunes dovrebbe essere implementato il pagamento via carta di credito.
Google Book Search sfoglia sempre meglio
BigG adotta nuovi strumenti per fagocitare più velocemente documenti scritti. Ma deve farsi largo tra chi grida al furto di opere e chi teme per l'accessibilità
L'acquisizione di libri non è più un ostacolo per Google. Il colosso del search ha brevettato un sistema, ideato da Francois-Marie Lefevere e Marin Saric, che renderà più veloce l'ingresso di nuovi titoli nell'archivio di Google Book Search.
Le ormai vecchie tecnologie di digitalizzazione richiedevano che ogni pagina arrivasse allo scanner in maniera nitida e, sopratutto, come immagine piana. Un'eventuale curvatura della pagina avrebbe infatti rischiato di compromettere l'attività del software OCR preposto alla digitalizzazione dei contenuti.
Il brevetto 7508978, denominato Detection of grooves in scanned images, consente di superare l'ostacolo costituito dalla scanalatura centrale, tipica di molti supporti cartacei come libri o riviste, responsabile dell'inarcamento del foglio. Proiettando un raggio infrarosso sul libro aperto e con l'ausilio di due fotocamere ad infrarossi poste ai lati del dispositivo si otterrà l'immagine della pagina in tre dimensioni, indispensabile per determinare i parametri da utilizzare affinché il software la possa leggere in maniera corretta.