Pirateria digitale, tutto come previsto: vietati i torrent, è l'ora dei cyberlocker
Tra i dieci siti più utilizzati per il download cinque sono di file hosting. Tramonta Pirate bay: solo sesto
E’ il file hosting il nuovo spettro della pirateria su Internet. A sancirne definitivamente l’ascesa è una speciale classifica compilata da Torrentfreak.com, che mette in fila i dieci siti di file sharing più cliccati in lingua inglese. Ai primi cinque posti ci sono solo siti «Cyberlocker», come viene chiamata questa evoluzione del download di file, legali e illegali, dalla Rete. E in totale su dieci, appena due (The Pirate Bay e Torrentz.eu) sono torrent.
ARCHIVIAZIONE E CONDIVISIONE – I «Cyberlocker» sono siti che permettono l’archiviazione e la condivisione di dati, attraverso server dedicati. Un sistema che può essere utilizzato, quindi, anche per «scaricare» file in modo illegale, facendosi beffa – ancora una volta – del diritto d’autore. Al primo posto della classifica si colloca 4shared (con 2,5 miliardi di pagine viste e 55 milioni di utenti unici al mese), seguito da Megaupload (37 milioni di utenti unici al mese) e Mediafire (34 milioni). «Solo» quinto il più famoso Rapidshare. Il sito tedesco (con sede in Svizzera) è stato protagonista di numerose battaglie legali, legate a problemi di pirateria. Nel 2007 il tribunale di Duesseldorf, su denuncia della Gema (la Siae tedesca), aveva costretto il sito a controllare la «legalità» della provenienza dei file musicali che venivano caricati sul server. Nel 2010, un’altra sentenza, questa volta americana, ha ribaltato il risultato. La denuncia proveniva da Perfect 10, azienda californiana specializzata in contenuti per soli adulti, che sosteneva la violazione del copyright relativo alla pubblicazione di alcune immagini: in quel caso i giudici ritennero il servizio di file hosting non responsabile dei contenuti caricati.
"La pirateria aiuta il cinema" ma lo studio viene 'secretato'
L'analisi di un osservatorio di ricerca tedesco sugli utenti di un sito che permetteva lo streaming dei film: non danneggiano l'industria perché usano il web come anteprima dei film che vedranno al cinema o acquisteranno. Ma i risultati vengono tenuti segreti perché poco graditi alle aziende
di ALESSANDRO LONGO
ROMA - Tra i pirati ci sarebbero i migliori amici del cinema. Scaricare opere pirata favorirebbe il consumo legale, invece di scoraggiarlo. Sarebbe giunto a queste conclusioni uno studio segreto condotto dal noto osservatorio di ricerca GFK. Ma è stato tenuto nascosto perché i committenti non hanno gradito i risultati.
E i committenti - manco a dirlo - sono le aziende dell’industria tedesca dei film. La notizia, lanciata dal sito tedesco Telepolis sta facendo il giro del web internazionale. Colpisce perché confermerebbe una tesi sostenuta, anche in Italia, da alcuni gruppi per la libertà del web, secondo cui la pirateria non danneggia l’economia del copyright.
Quest’ultimo studio riguarda gli utenti del sito Kino.to, che forniva link a film in streaming. A giugno, una mega indagine della polizia (250 agenti coinvolti) lo ha raso al suolo, portando all’arresto dei suoi 13 amministratori. Sul sito adesso appare un avviso, “chiuso in base al sospetto di aver creato un’organizzazione criminale che violava il copyright”.
Editoria, la norma “anti amazon” blocca gli sconti su libri ed eBook
Il Senato ha approvato definitvamente la "nuova disciplina del prezzo dei libri", dopo un iter di più di 2 anni e grazie alla dedizione dell' on. Riccardo Levi (Pd), già sottosegretario all'editoria nel governo Prodi, e del sen. Franco Asciutti (Pdl), rispettivamente primo firmatario e relatore della proposta di legge.
La legge stabilisce che le librerie, anche e soprattutto quelle online, non potranno più applicare liberamente sconti ai prezzi di copertina, ma dovranno sottostare al tetto del 15%, con la possibilità di salire fino al 20% nel caso in cui l’offerta sia presentata all’interno di un salone del libro o sia destinata a organizzazioni senza scopo di lucro, a biblioteche, musei pubblici o università e istituti scolastici.
Lo sconto può salire eccezionalmente fino al 25% solamente nel caso di campagne promozionali realizzate direttamente dagli editori, e per una durata massima di un mese, con l’esclusione di dicembre, periodo di spese natalizie in cui non sarà possibile applicare simili promozioni.
L’approvazione della legge è stata accolta con grande favore dal presidente dell’Associazione Italiana Editori Marco Polillo, che ha dichiarato:
"Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione della legge Levi che regolamenta finalmente gli sconti sulla vendita dei libri, frutto di un lungo dibattito che ha interessato tutti i soggetti, grandi e piccoli della filiera del libro: editori, librai e distributori. È il frutto di un lungo dibattito che ha interessato tutti i soggetti, grandi e piccoli della filiera del libro. La legge migliora sostanzialmente la situazione attuale, di fatto senza controllo, attraverso una regolamentazione del mercato che, pur garantendo ai lettori la possibilità di accedere alle varie offerte decise dagli editori sulla loro produzione, definisce in maniera certa i limiti entro cui si potranno fare le promozioni.
I paletti introdotti di fatto fermano e impediscono ogni tendenza al ribasso dei prezzi dei libri che il libero mercato stava favorendo, anche grazie all’impatto che le librerie online hanno avuto finora su un settore assai legato a logiche del passato come quello librario. Proprio la vendita per corrispondenza e il commercio elettronico sembrano essere nel mirino della nuova legge, ed in particolare l'efficienza di siti come Ibs e Amazon, che quest'anno ha esordito anche con una versione .it del suo negozio digitale.
Il MIUR promuove il Piano per l’Editoria Digitale Scolastica
Il Miur, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Dipartimento per la Programmazione e la Gestione delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali - Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi - Ufficio V, promuove il Piano per l’Editoria Digitale Scolastica, finalizzato all’acquisizione di prototipi di “edizioni digitali scolastiche” che consentano di interagire efficacemente con le tecnologie digitali e che contribuiscano alla realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento.
Il piano si propone anche come azione di impulso al mondo dell’editoria di settore.
I prototipi si otterranno attraverso procedure di acquisizione sul MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione - www.acquistinretepa.it), con base d’asta di 150.000 € i.i. ciascuno; le Richieste di Offerta saranno emanate da Istituzioni Scolastiche diffuse su tutto il territorio nazionale e ripartite tra i diversi ordini di scuole.
In vista dell’emanazione del bando di gara che riguarderà l’acquisizione di 12 prototipi per la fascia dell’obbligo, si forniscono le linee guida per la predisposizione del Capitolato Tecnico per la Richiesta di Offerta (R.d.O.) sul MEPA in collaborazione MIUR, ANSAS, CONSIP e si attiva una consultazione (attraverso l’allegato questionario), per individuare osservazioni e suggerimenti da parte delle imprese del settore per una più compiuta conoscenza del mercato.