Archivio: Copyright
Kroes: "il diritto d'autore frena lo sviluppo di contenuti creativi"
Per il commissario l'esempio da imitare anche in Europa è Netflix
Il Commissario europeo incaricato delle nuove tecnologie, Neelie Kroes, ha espresso rammarico martedì per la mancanza di siti Internet di vendita online di contenuti creativi in tutta l’Europa, un ritardo sugli Stati Uniti che si spiega con l’attuale sistema del diritto d’autore.
«In sintesi, quando le aziende statunitensi sono in competizione per offrire interessanti contenuti online a milioni di consumatori, l’Europa può vantare al massimo diversi attori regionali. Questa situazione deve cambiare», ha detto la Kroes nel corso una conferenza sul diritto d’autore a Bruxelles.
Il commissario ha citato l’esempio del servizio statunitense di trasmissione video on demand su Internet, Netflix, che rappresenta «la più grande singola fonte di traffico Internet nel Nord America». «Noi non abbiamo alcun equivalente europeo», ha lamentato, con riferimento al sito Web svedese per l’ascolto di musica online Spotify, che nonostante il suo successo «non è ancora in grado di offrire un servizio pan-europeo».
Dopo Amazon, anche Google sale sulla nuvola senza il permesso delle major
Mountain View presenta Music Beta: un archivio virtuale di 50 gigabyte su cui caricare la propria musica, per ascoltarla ovunque.
E così, come da previsioni, anche Google è salita sulla nuvola musicale. Rispondendo prontamente alla sfida di Amazon, che qualche settimana fa aveva lanciato il servizio Amazon Cloud Drive, Mountain View ha presentato ieri Google Music Beta: un deposito virtuale sul quale gli utenti possono caricare fino a 50 gigabyte di canzoni, per poterle poi ascoltare ogni qual volta si collegano a Internet, da qualsiasi computer o device portatile.
Le similitudini con il servizio di Amazon sono notevoli, ma c'è anche qualche differenza. Entrambe le "cloud" sono per ora disponibili solo per gli utenti statunitensi. Entrambe offrono una soluzione basic gratuita: per Cloud Drive, oltre i 5 gigabyte si paga. I 50 gigabyte di Google, al momento, sono invece tutti gratis. Mountain View ha anche sviluppato un'applicazione per Android, il suo sistema operativo mobile, in modo da agevolare l'accesso a Music Beta agli utenti di telefonini e tablet della famiglia. Amazon, d'altro canto, non si limita a offrire un archivio virtuale: permette al pubblico anche di comprare nuove canzoni. Google, no. Il più grande elemento in comune, però, è che entrambe le aziende si sono mosse in modo autonomo: senza siglare alcun accordo di licenza con le case discografiche.
Il vertice G8 voluto da Sarkozy per riscrivere le regole del web
Il presidente francese lo ha lanciato. L'obiettivo è quello di favorire l'economia e la democrazia digitali, ma ci sono anche tanti rischi. Eccoli
di ARTURO DI CORINTO
SARKOZY vuole un G8 dedicato ad Internet prima del vertice dei capi di Stato e di Governo (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) che si terrà in Francia, a Deauville, il 26 e il 27 maggio. L'obiettivo dichiarato del summit è quello di favorire l'economia e la democrazia digitali, ma l'intenzione stride con l'idea del presidente francese di "civilizzare Internet" regolamentandola in senso restrittivo "per correggerne gli eccessi e gli abusi che vengono dalla totale assenza di regole". Fatto sta che nonostante la valanga di critiche ricevute e la sconfessione della dottrina dei three strikes da parte della Corte Costituzionale francese adesso il capo dell'Eliseo ci riprova, sostenuto dalle major della proprietà intellettuale e scippando di fatto il primato finora conquistato dall'Onu nel dibattito sulla governance di Internet.
"Scippo" a Obama. E' lecito pensare che sia il tentativo di riabilitare la sua immagine di nemico della rete e di riallacciare rapporti coi big player del settore per ottenerne un concreto sostegno elettorale ma è difficile non pensare che in questa decisione ci sia una sotterranea competizione, simbolica, culturale ed economica, con la Casa Bianca. Dall'insediamento di Obama l'amministrazione americana ha ribadito di ritenere Internet un grande strumento di democratizzazione e finanziando un programma da 30 milioni di dollari per realizzare strumenti anti-censura ha rivelato come la rete possa essere usata in chiave geopolitica. L'interventista Sarkozy probabilmente non vuole essere da meno, soprattutto dopo che le insurrezioni africane nel Maghreb hanno lasciato intuire quale spazio ci sia per una Internet che parli francese sempre di più.
SIAE: CROPPI, RONDI MAESTRO MA NON IN GRADO SFIDARE TECNOLOGIE
“La Siae è stata commissariata e affidata a Gianluigi Rondi, un grande maestro e un grande critico cinematografico. Ma oggi rivedere i termini dei diritti d’autore vuol dire confrontarsi con tutte le tematiche sterminate dei nuovi mezzi e piattaforme tecnologici dell’area di internet.
Rondi non può esser in grado di affrontare questi problemi e questo vuol dire che il lavoro verrà affidato a un oscuro funzionario che risponderà a chissà quale interessi”. A lanciare l’allarme è Umberto Croppi, ex assessore alla cultura del Comune di Roma e ora responsabile cultura Fli, intervenendo oggi all’incontro indetto da Abbracciamo la Cultura e Movem 09 dal titolo ‘Le proposte per rilanciare la cultura’.