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Arriva 40k, primo (e unico) editore di soli e-book

Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di dare un’ultima carezza d’addio alla carta e di prendere confidenza con gli e-reader, ed eccoci qua: da ieri mattina è un fatto che l’Italia abbia la sua prima casa editrice totalmente digitale.

 

 

Si chiama 40k e nasce da un’idea di Marco Ferrario (tra i fondatori di Bookrepublic, il primo store on line di libri digitali ricavati dal catalogo di piccoli e medi editori, da Voland a Iperborea), di Giuseppe Granieri, tra i più «antichi» esperti di web della Penisola, e di Marco Ghezzi, ex-amministratore delegato di Apogeo.

 


«È vero - ci racconta Ferrario - 40k salta completamente il passaggio sulla carta e pubblica in formato e-pub e prossimamente anche in quello per il lettore Kindle di Amazon. Ieri mattina abbiamo messo on line i primi tre titoli, su www.40kbooks.com, e cinque minuti dopo avevamo già venduto il primo. I prezzi sono tra i 2,99 e i 3,99 euro e la lunghezza dei libri tiene come riferimento, lo si capisce dal nome della casa editrice, le quarantamila battute. L’idea, per adesso, è di muoversi tra short stories di genere e saggi sulla cultura digitale o sull’impatto sociale di Internet».

 

 

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Sprechi di Stato: il caso Siae

L’Istituto Bruno Leoni ha pubblicato nei giorni scorsi uno Studio sui costi e le inefficienze generate dal monopolio della SIAE nel nostro Paese.


E’ una lettura davvero stimolante che conferma – con metodo scientifico – considerazioni, sensazioni ed impressioni ormai diffuse da anni.


Il monopolio della SIAE – Società italiana autori ed editori – sul mercato dell’intermediazione dei diritti determina, per il nostro Paese, uno spreco di oltre 13 milioni di euro l’anno, spreco che potrebbe essere agevolmente eliminato o, almeno, ridotto, liberalizzando il mercato e, dunque, cancellando l’anacronistico monopolio dell’Ente presieduto dal Prof. Assumma.


La conclusione – come anticipato non originale – riposa, però, questa volta su solide fondamenta scientifiche rappresentate da una puntuale analisi della struttura pachidermica della SIAE (1400 dipendenti per l’amministrazione di circa 85 mila artisti il 65% dei quali – queste sono parole dello stesso Presidente Assumma – alla fine dell’anno percepisce in ripartizione dei diritti meno di quanto versa all’ente per la quota di iscrizione ) e su una comparazione con quanto accade all’estero.


L’inefficienza della SIAE rispetto, ad esempio, alla Inglese PNR è giudicata, nello studio dell’Istituto Bruno Leoni, ancor più grave in ragione del fatto che quest’ultima è agevolata da tutta una serie di previsioni di legge che impongono – con previsioni parafiscali – il pagamento di importi che costituiscono una quota rilevante del totale raccolto dall’ente.

 

 

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MUSICA: ACCORDO YOUTUBE-SIAE PER MUSICA IN VIDEO ONLINE

Siae e YouTube hanno siglato un accordo di licenza che copre l’uso della musica in streaming nei video in Italia attraverso la piattaforma di video online. La licenza ha una durata di tre anni, sino a fine dicembre 2012.

 


Come risultato dell’accordo, autori, compositori ed editori musicali rappresentati da Siae saranno ricompensati quando viene utilizzata la loro musica.

 


“Questo accordo segna un momento importante nell’attività di tutela svolta dalla Siae, con l’obiettivo di assicurare agli autori e agli editori un compenso che tenga conto dell’intensità di utilizzo delle loro opere su una piattaforma molto popolare, che costituisce oggi uno dei principali veicoli di diffusione e di valorizzazione del repertorio musicale”, spiega Manlio Mallia, direttore dell’area Attività internazionale e accordi broadcasting e new media della Siae.


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Gli ebook uccideranno gli editori? Un importante agente letterario pensa di sì

C’è chi quando arriva la burrasca corre in coperta, ammaina le vele e aspetta di capire da che parte spinge il vento. C’è chi invece rimane nel cuore della tormenta, convinto di poter approfittare del vento per fare un balzo un avanti. Stiamo parlando dell’agente letterario Adrew Wylie, e la burrasca in questione è la diffusione inattesa di vendite di ebook che, stando ad Amazon, negli ultimi mesi hanno surclassato quelle di libri hardcover.

 

Ieri Andrew Wylie, chiamato affettuosamente “lo sciacallo”, uno dei più importanti agenti letterari al mondo, ha stretto con Amazon un accordo senza precedenti per vendere gli ebook dei suoi autori senza passare da una casa editrice. L’evento ha suscitato immediatamente un’ondata di preoccupazione e di infuocate polemiche. Fra i 20 libri che Wylie ha infatti raccolto per il lancio della sua Odyssey Editions non compaiono esordienti, ma nomi importantissimi come: Philip Roth, Salman Rushdie, Orhan Pamuk, nonché i defunti John Updike e William S. Burroughs.

 

Tra le case editrici che hanno ospitato per anni nelle loro scuderie i 700 super-autori rappresentati dallo Sciacallo (altri nomi? Dave Eggers, Saul Bellow e Jorge Luis Borges), si è subito diffuso il panico.


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