Sì ai brevetti software, ma solo sui programmi "complessi"


brevetti_software.thumbnail.jpgUna corte d'appello inglese ha accettato il ricorso di Symbian, ammettendo che i software complessi possono essere protetti da brevetto e non solo dal copyright. Nel 2005 il Parlamento Europeo ha bocciato la direttiva che avrebbe dovuto introdurre i brevetti sul software nel Vecchio Continente: i programmi per i computer possono essere dunque coperti soltanto dal diritto d'autore. I tentativi di introduzione, però, non si sono certo fermati e l'Ufficio Brevetti Europeo di Monaco, per esempio, è sempre stato molto più permissivo di quelli nazionali. Il Regno Unito, finora, aveva una legislazione più restrittiva rispetto al resto dell'Europa per quanto riguarda la brevettabilità del software. Una corte d'appello ha però deciso che il software è brevettabile, ma solo se "complesso". La questione è nata in seguito alla richiesta avanzata da Symbian (che è di proprietà di Nokia) di ottenere un brevetto su un "programma acceleratore" ideato per velocizzare iPod, telefonini e computer. In prima istanza la richiesta era stata respinta ma ora, con la decisione della corte d'appello, è stata approvata. Nel Regno Unito, dunque, i software complessi potranno essere protetti da un brevetto e non solo dal copyright, come avveniva prima. Come prevedibile, questa decisione ha fatto sì che le grandi compagnie esultassero, dicendo in questo modo le loro innovazione sono più protette, e che altri si lamentassero per l'enorme potere che il tribunale conferisce in tal modo a quelle stesse grandi aziende, che avranno un gioco molto più facile nel tagliar fuori i piccoli concorrenti.

[Fonte: Zeus News]