INTERNET: PARLAMENTO EUROPEO, BASTA TRATTATIVE SEGRETE SU ACTA
Ferma presa di posizione del Parlamento europeo con 633 voti favorevoli, 13 contrari e 16 astenuti, sul segretissimo negoziato ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), che si propone una nuova regolamentazione internazionale della proprieta’ intellettuale e del copyright.
La risoluzione e’ stata proposta da parlamentari di tutti i gruppi europei, ad eccezione dell’Efd, che raccoglie vari partiti indipendentisti e nazionalisti, e chiede tra l’altro alla Commissione la desecretazione dei documenti oggetto del negoziato. Il Parlamento ricorda alla Commissione che quest’ultima ha l’obbligo, fin dal 1 dicembre 2009, di informare pienamente e tempestivamente il Parlamento stesso durante tutte le fasi dei negoziati internazionali ed esprime preoccupazione in merito alla mancanza di trasparenza sul negoziato ACTA, cosa che tradisce lo spirito e la lettera del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In caso di ulteriore protrarsi della mancanza di informazione, il Parlamento adottera’ tutte le azioni appropriate, non esclusa quella di portare il caso di fronte alla Corte di giustizia europea.
Nel merito del contenuto di ACTA, la risoluzione stabilisce l’opposizione del Parlamento europeo a qualsiasi soluzione ‘three strikes’, ovvero la disconnessione automatica da Internet degli utenti sospettati di violazione del copyright dopo tre avvertimenti, cosi’ come qualsiasi perquisizione obbligatoria alle frontiere per lettori MP3, computer e telefoni cellulari.
Christian Engstrom, del Partito pirata svedese, ha detto in aula: “Riconosco al commissario Commercio, Karel De Guchtil, il merito di aver portato i cittadini a interessarsi della politica dell’Unione e i cittadini sono furiosi, perche’ vedono i loro interessi e diritti prevaricati dagli interessi delle grandi industrie. Vorrei ricordare che questo e’ un Parlamento, non uno zerbino”. In parallelo alla risoluzione e’ stata stata presentata anche una dichiarazione scritta complementare con gli stessi contenuti, per la quale ci sono 90 giorni di tempo per raccogliere le firme del 50% piu’ uno dei parlamentari europei e farne cosi’ la posizione ufficiale di tutto il Parlamento.
[Fonte: AGI]