Flattr, ecco il denaro sociale del web
Un sistema di micro pagamenti che permette una piccola ricompensa a qualsiasi produttore di contenuti in rete, dal video, all'articolo per finire con il piccolo post
MILANO – «Benvenuti nella versione beta di Flattr. Vogliamo rivoluzionare il modo in cui su Internet si può fruire dei contenuti e il modo in cui si possono fornire contributi»: questa è l’accoglienza che si trova sul sito della versione beta di un progetto di micro pagamenti architettato da Peter Sunde, già famoso per aver creato Pirate Bay. Ora che ha più tempo, Sunde si è gettato a capofitto in questa idea innovativa a cui lavora già dal 2007 e il sovvertimento promesso potrebbe essere veramente notevole. Insomma, già che Internet gratuito viene messo continuamente in discussione, almeno che si trovi un modello di business basato su un sistema flessibile e altamente democratico.
IL NUOVO SISTEMA – In sostanza Flattr funzionerebbe così: un utente si iscrive al sito e dichiara un pagamento anticipato di un certo budget, che può anche essere minimo, per poter fruire di una serie di contributi che vanno dagli ebook, ai video, a brani musicali e servizi vari. A questo punto, a fine mese, il denaro «sociale» viene spalmato sull’utenza secondo i criteri decisi dagli utenti stessi. Sarà la comunità ad autoregolarsi e a stabilire chi merita che cosa. Peter Sunde prevede anche una tassazione per coprire i costi del sistema, attualmente del valore del 10 per cento. Ma è chiaro che se Flattr dovesse decollare e raccogliere un numero di iscritti significativo, la tassa sarebbe inferiore.
DITA SU – In pratica si tratterebbe di un’istituzionalizzazione del sistema di thumbs up (ovvero il pollice su in segno di approvazione) diventato famoso su siti come Digg. L’appoggio dei partecipanti si concretizzerebbe in un vero flusso economico, per poi ritornare agli utenti secondo le regole di democrazia del web. Il minimo contributo è di £1.73 (due euro), ma chi vuole essere più generoso è ben accetto. «Vogliamo incoraggiare la gente a condividere e dividere il denaro esattamente come è ormai abituata a fare con i contenuti», ha dichiarato Sunde, precisando che spera di ottenere un seguito soprattutto sui siti di nicchia, frequentati da amatori e appassionati. Sarà un test interessante, anche dal punto di vista socio-antropologico. Il successo dell’iniziativa dipenderà dalle reazioni delle persone e soprattutto dal numero di utenti che aderiranno. La data del debutto è prevista per marzo 2010: ognuno pagherà ciò che può e le creazioni apprezzate verranno ricompensate, non solo con un pollice alzato.
[Fonte: Corriere.it]