Accordo Mibac-Google presentato all'Ue
Saranno digitalizzate opere delle biblioteche nazionali di Roma e Firenze
«Google raccoglierà i volumi selezionati dalle biblioteche nazionali di Roma e di Firenze, trasporterà i libri in un centro di scannerizzazione che verrà creato sul territorio italiano, procederà all’operazione usando le proprie tecnologie e infine restituirà gli originali. Il relativo costo sarà tutto a carico di Google». Così il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ha illustrato, nel corso della riunione del Consiglio europeo dei ministri della cultura, l’accordo che il governo italiano ha siglato per la digitalizzazione di un milione di opere delle biblioteche nazionali di Roma e di Firenze.
«Google - ha proseguito Giro - donerà una copia digitale dei libri scannerizzati alle due biblioteche, che potranno utilizzarla liberamente, pur nell’obbligo di proteggerne i contenuti da "scaricamenti" non autorizzati. Inoltre, nell’accordo non sono state inserite le opere "orfane" (di cui si ignorano i titoli dei diritti) nè quelle protette ancora dal diritto d’autore, su cui è auspicabile una riflessione approfondita in sede nazionale ed europea con gli esponenti delle categorie professionali interessate, per individuare meccanismi che soddisfino tutte le esigenze in gioco, prima di procedere alla relativa digitalizzazione.
Questo accordo - ha continuato il sottosegretario - può rappresentare un modello di ispirazione per altri paesi e l’Italia si è resa disponibile verso gli stati alleati per contatti e chiarimenti nei confronti di Google, al fine di stipulare intese analoghe. In tale ottica siamo pronti a condividere la nostra esperienza di avanguardia nell’ambito del comitato sulla digitalizzazione, a beneficio di tutti gli altri partner interessati alla questione. Ad eventuali critiche e obiezioni da parte di qualche delegazione al nostro accordo con Google», ha concluso Giro, «si potrebbe rispondere che non si tratta di materia comunitaria e che le posizioni tra i vari stati membri dell’Unione europea sono differenziate e non facilmente componibili in una visione univoca, per cui è normale che ciascun Paese si regoli secondo le proprie logiche e i propri interessi, tenuto anche conto del differente livello di avanzamento della digitalizzazione del rispettivo patrimonio».
[Fonte: LASTAMPA.it]